Con il 69% di presenze sul totale delle assemblee, gli europarlamentari italiani si sono posizionati all’ultimo posto nella graduatoria che indica il grado di partecipazione al Parlamento europeo. Visto che tali assenze si replicano anche nel Parlamento nazionale, perché non prevedere una norma che impedisca la ricandidatura di quei politici che hanno più del 5% di assenze? Se devono svolgere altre attività, è giusto che le svolgano senza doversi «sdoppiare» tra un’attività politica lautamente retribuita e una professionale.
Il Parlamento europeo è importante ed è importante che deputati italiani siano presenti nei gruppi che più influiscono sulla sua attività. Però, se la sinistra radicale non raggiungerà il 4%, se il Pd resterà fuori sia dal Pse che dal gruppo liberale, solo il Ppe vedrà rappresentanti italiani nelle sue file. Un po’ troppo poco, non vi sembra?
Vivo in Brasile da tredici anni. Ho seguito l'elezione del presidente-operaio con molta emozione sperando che Lula potesse realmente fare qualcosa per diminuire il grande problema «sociale» del Brasile. Lo so che due mandati presidenziali non sono sufficienti, ma poteva almeno iniziare a fare qualche riforma importante. Disillusione. E in più in questi ultimi giorni la notizia che Cesare Battisti è «un perseguitato politico». Che abbia ucciso per motivi «politici» può anche essere vero, ma ha ucciso. Non so se sai che nel 2007 due pugili cubani, in occasione dei Giochi panamericani a Rio chiesero asilo politico, che gli fu prontamente negato, non avevano ucciso. Mi sembra una totale mancanza di rispetto alla democrazia italiana
Sono una cittadino italiano residente negli USA da circa 10 anni e ogni tanto mi piace mandare qualche pacco ai miei familiari in Italia. Accade, pero', che i pacchi spariscono lungo la strada. Infatti, degli ultimi tre che ho spedito ne e' arrivato solo uno e al riguardo ho formulato una teoria. I primi due erano per posta normale, l'ultimo per posta prioritaria e assicurato. Come mai i primi due non sono arrivati e l'ultimo si'?
Per me la risposta e' semplice: i primi due non erano rintracciabili e quindi facile preda dei soliti furbi, vuoi alla dogana o alle poste. Quanto all'ultimo, poiche' tardava, ho inoltrato reclamo qui alla posta locale, la quale ha iniziato un'indagine. E, come per miracolo, dopo quattro giorni il pacco e' apparso dal nulla ed e' stato consegnato al destinatario. E' la mia una malignita'? Forse, ma non credo. Cosi' io, che mi sforzo di convincere i miei amici americani che l'Italia e' cambiata, che i servizi funzionano ecc. mi vedo poi smentito dai fatti per opera dei miei connazionali. Qui in America la sparizione o l'apertura di una semplice lettera e' un reato punito col licenziamento in tronco, il bando perpetuo dai servizi pubblici e la prigione. In Italia so di impiegati pescati con le mani nel sacco e che dopo una settimana erano di nuovo al loro posto di lavoro. Si puo' fare qualcosa o dobbiamo proprio rassegnarci?
Spesso mi sono chiesto come mai negli Usa il Partito Repubblicano non abbia candidato alla presidenza un personaggio come Condoleezza Rice. Giovane donna di colore, la Rice per le sue caratteristiche sarebbe stata l'unica a poter contrastare la dirompenza dell'effetto Obama. Perché quella che poteva sembrare una candidata naturale non è stata nemmeno mai in corsa per la Casa Bianca?
Benedetto XVI non poteva non condannare la guerra in Medio Oriente in virtù della civiltà dell'amore per cui combatte. Però il Santo Padre deve predicare anche il diritto di ogni uomo, e a maggior ragione di ogni popolo, alla propria sopravvivenza. Come la mettiamo quando le due ragioni vengono in conflitto? Secondo me, prima di tutto è giusto difendersi per non soccombere.
Il governatore dello Stato americano del New Messico, a pochi giorni dal suo insediamento ufficiale nel nuovo governo americano come segretario al Commercio, ha ritirato la candidatura perché la sua amministrazione è coinvolta in una inchiesta giudiziaria. È un esempio (uno dei tanti) di correttezza morale che non fa male ricordare a tutta la nostra classe politica.
Spero che le ultime stragi in India spingano le autorità internazionali a iniziare finalmente una vera ed efficace lotta al terrorismo islamico soprattutto su tre linee d’azione: la scuola, per togliere agli estremisti il monopolio sull’educazione che hanno in alcune aree; la lotta ai traffici che finanziano il terrorismo e infine, senza ipocrisie, le protezioni politiche. Secondo me, infatti, nuove operazioni militari possono avere solo occasionalmente un’utilità marginale.
Obama ha promesso di creare 2 milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro. Non ricorda forse qualcuno delle nostre parti, anche se meno «abbronzato» e meno giovane, che ne aveva promesso un milione?
Ho sentito in tv alcuni spezzoni dei discorsi che Barack Obama ha fatto nei suoi giri di propaganda elettorale. Personalmente sono allibito ascoltando le promesse che ha fatto: 5 milioni di posti di lavoro, assicurazione sanitaria gratuita per i 45 milioni di americani che attualmente ne sono privi, aumento degli stanziamenti all'istruzione con assunzione di migliaia di insegnanti e quindi quasi la laurea per tutti, aiuti a coloro che non possono pagare il mutuo, ecc. È chiaro che nell'attuale situazione economica tutto questo è irrealizzabile, perché non si tratta di aspettative, come ha scritto Massimo Gaggi, ma di vere e proprie promesse. Se un politico italiano si fosse permesso di fare simili promesse sarebbe stato immediatamente squalificato. Invece sia sulla stampa Usa che su quella italiana nessuno ha messo in forse queste promesse. Obama ha promesso di far pagare più tasse ai ricchi. Non è certo tassando un po' di più i ricchi americani che troverà le risorse per il mega programma che ha promesso. E allora? Fra quattro anni che cosa racconterà a coloro che l'hanno votato?
Il mondo, tutto il mondo, non è più lo stesso. Quello che è accaduto con le elezioni americane dovrebbe portare cambiamenti positivi globalizzati: utilizzo volontariamente un termine recentemente demonizzato. Provo una sana e positiva invidia verso quel Paese! Sono un italiano orgoglioso di esserlo, ma sono anche invidioso verso quelle nazioni che hanno il coraggio di cambiare.
Vorrei una spiegazione dettagliata sulle esplosioni di gioia e giubilo per l'avvenuta elezione di Obama. Per me i bianchi sono felici, perché con l'elezione di un nero si sono puliti la «fedina morale» sporcata da accuse di persecuzione e di schiavismo nei confronti della gente di colore. Per i neri, è un simbolo massimo di riscatto dalle prevaricazioni che pensano di subire dai bianchi e dal loro establishment, dimenticando il profondo razzismo verso di noi che li caratterizza da sempre. Perchéè dobbiamo gioire per l'elezione di Obama? E' nero, è giovane, è carismatico e poi?
Ho appena finito di leggere una eccellente e recente biografia di Franklin Delano Roosevelt di Jean Edward Smith. Smith scrive che tre presidenti hanno dominato la storia americana: George Washington, che fondò la repubblica, Abraham Lincoln che ne mantenne l'integrità, e Franklin Delano Roosevelt che la salvò da un collasso economico e la condusse alla vittoria della guerra più disastrosa di tutti i tempi. Sul frontespizio del libro Smith scrive: «Si alzò dalla sua sedia a rotelle, per innalzare un Paese che era in ginocchio». Ora che Obama ha vinto le elezioni, sono in molti a chiedersi che tipo di presidente sarà, al di la' delle sue promesse messianiche. Riuscirà a far uscire gli Stati Uniti e il resto del mondo da questo caos finanziario? Riuscirà a darci la speranza che è possibile creare e vivere in un mondo migliore per tutti e non solo per una minoranza?
Londra, capitale mondiale della finanza, avverte gli effetti della recessione che sta colpendo l'Inghilterra; per rilanciare i consumi delle famiglie i commercianti hanno pensato di anticipare i saldi con taglio dei prezzi che vanno dal 20% al 50%. Visto che il nostro Paese è coinvolto nello stesso problema recessivo vedrei una iniziativa interessante l'anticipo dei saldi su scala nazionale anche da parte dei commercianti nostrani. Forse non è pretendere troppo in un momento come questo.
Il Barolo è un vino buonissimo. E' anche abbastanza caro. Ma da un paio di anni si trovano negli hard discount belgi bottiglie vendute a poco più di dieci euro. E' Barolo? O è un parente del Barolo (come accaduto con il Brunello "tagliato")? Perché viene imbottigliato ad Asti quando costa poco? Tante domande che il consumatore belga non si fa. Compra, e magari poi giudica male un vino che dappertutto è famoso per la sua bontà e per il suo prezzo. Perché in questo caso come in altri non c'è qualcuno in Italia che vigila sull'esportazione di prodotti che possono avere effetti destabilizzanti per il buon nome del made in Italy? Ci diamo la zappa sui piedi da soli. E intanto le bollicine spagnole, al solito a buon mercato, conquistano pian piano spazio...
Krudelia mi sembra un nome davvero indicato per una che spara alle alci e non so che altro, che solo dopo dieci giorni di nomina fresca da vice ha detto che ci voleva una guerra contro la Russia. Praticamente, dove non è riuscita la guerra fredda ci prova questa specie di Rambo con i tacchi. Insomma, fossi in America correrei a votare Obama anche se non sono di sinistra. Però sono sicura che non sarà una passeggiata, questo Obama è davvero senza esperienza. Fondamentalmente è il male minore.
Ricordiamo tutti le polemiche sui diritti umani che hanno investito le Olimpiadi di Pechino neanche tre mesi fa. Ora il Tibet pare ignorato. A Shanghai si corre il Gran premio di Formula 1 e nessuno ha voluto utilizzare l'evento per portare all'attenzione dei telespettatori la questione dei diritti negati in Cina. Si preferisce non considerare il problema; tutti quanti, piloti, scuderie, sponsor e sulle tribune nessuno striscione «free Tibet», non solo nel circuito di Shanghai ma anche negli altri.
Nel 1999 tredici su quindici Paesi dell'Ue erano governati da partiti e coalizioni di sinistra. Dopo dieci anni la situazione si è rovesciata ed oggi solo in Spagna il centrodestra non è al governo, oltre all'inversione di tendenza registrata in Slovenia dopo le ultime elezioni. Una spiegazione potrebbe ravvisarsi nell'evoluzione del sistema produttivo, con la conseguente modifica della stratificazione sociale e relativa riduzione e frammentazione della classe operaia, in cui i partiti di sinistra da sempre hanno trovato ampi consensi. Visto l'attuale contesto sociale in Europa, credo che per la sinistra si delinei un lungo periodo di eremitaggio.
Notizia inquietante: dalla propagazione alla contrazione della specie. Da una ricerca condotta in Spagna emerge che il 57,8% dei giovani possiedono spermatozoi di qualità inferiore a quella che l'organizzazione mondiale della sanità considera normale, e questo a causa dell'esposizione a fattori tossici e alla contaminazione industriale, con particolare riferimento all'inquinamento atmosferico, che incide negativamente sulla concentrazione del seme riproduttivo. Insomma, fertilità e quindi procreazione a rischio: il prezzo da pagare al cosiddetto progresso tecnologico, alla civiltà dei consumi e al sovrappopolamento del globo.
Mercoledì si è riunito il Senato americano, composto da 100 membri. Sempre mercoledì si è riunita la Camera italiana, e mancavano 90 membri....
Si parla tanto di «lodo» e similari, ma ancora nessuno ha mai pensato che per ridurre i tempi della giustizia dobbiamo operare come fanno i francesi e cioè istituire presso le varie Procure un ufficio ad hoc che esamina le pratiche prima di iscriverle nel registro delle cause. Se questo sistema fosse stato adottato anche in Italia, la causa in cui è rimasta coinvolta mia moglie, causa durata undici anni per sentire soltanto due testimoni (fra l'altro, il figlio e il genero di chi aveva attivato il tutto) senza che ci fosse agli atti uno straccio di documento, sarebbe stata rigettata immediatamente.
Nel giardino di casa, abito a Philadelphia, ho un bel po' di basilico e ho deciso di fare del pesto. Mia moglie, americana, ha chiesto ad una collega che andava al supermercato, rinomato per la grande scelta di prodotti importati e di qualità, di comprarle del parmigiano. Quando è arrivata a casa abbiamo aperto la busta e abbiamo trovato un bel pezzo di Parmesan Regianito, fatto in Argentina, di colorito giallastro che sa di formaggino salato. Mi piace molto il Gorgonzola e anche questo era un "blue cheese" fatto in New Jersey. Sono anni che vivo in America e sono abituato a queste fregature; a me non succede piu’ di comprare un prodotto italiano fatto all’estero; l’ultimo è stato il prosciutto Daniele (mi son accorto dopo che non c’era il "San" davanti). Nelle malls americane ci sono bancarelle che vendono occhiali di Prada e Armani a 15 dollari e orologi firmati a 10. Mi chiedevo se aprissi una bancherella accanto a queste e cominciassi a vendere software Microsoft fasullo, quanto ci metterebbero ad arrestarmi.
Dalla Cina arriva di tutto: capi d'abbigliamento e accessori contraffatti, giocattoli pericolosi, latte contaminato etc. Sarà anche una civiltà millenaria, ma mostra una sostanziale inciviltà. Per non parlare dei danni che le aziende cinesi presenti in Italia fanno alla concorrenza locale. Mi domando se la Cina sia davvero una risorsa per il nostro Paese, per l'Europa e il mondo.
Confesso una certa ammirazione condita da invidia per molti aspetti della struttura politica americana (snellezza delle procedure, numero dei partiti di peso e dei parlamentari, ecc.). Su di un punto non sono per nulla ammirato: la scelta della figura del vicepresidente, la persona che guiderebbe la principale potenza mondiale, in caso di impedimento di chi non solo è stato scelto ed eletto, ma che in ogni caso è noto e che certo una qualche esperienza e attrattiva deve pur averla! Il vicepresidente no, è scelto dal candidato più sulla base di quali vantaggi potrà portare in termini di voti, piuttosto che per le capacità e conoscenze che può vantare. Il garante è sempre chi potrebbe essere sostituito, ma se penso ad alcuni personaggi che hanno ricoperto la carica nell'arco degli ultimi decenni, mi vengono i brividi e prego per la salute del presidente americano.
Costo della guerra in Iraq finora (quella talmente "vinta" che i vincitori non possono neanche tornarsene a casa altrimenti si scopre la balla): 560 miliardi di dollari fuori bilancio della Difesa, secondo il Servizio di Contabilità del Congresso Usa. Potevano salvare tutte le banche americane o sfamare per vent'anni tutti gli abitanti della Terra, a scelta.
Vorrei mettere in risalto un aspetto della Convention del Partito democratico americano che i media italiani hanno ignorato: il ruolo delle donne, a cui ho potuto assistere di persona come invitata ai lavori di Denver. Certamente il protagonista assoluto è stato Barack Obama, ma dopo di lui Hillary Clinton, Nancy Pelosi, Michelle Obama, Madeleine Albright e le oltre 2000 delegate, che tutte insieme hanno fatto gioco di squadra per consentire che vi sia davvero un cambiamento nella grande democrazia americana, capace di lanciare verso la presidenza un candidato solo pochi anni fa quasi sconosciuto. Una lezione che noi donne italiane dovremmo imparare: convergere sugli obiettivi, sapendo che unite si vince. La vittoria di Barack Obama è fondamentale anche perché nella Corte Suprema, con le future nomine, non si crei una maggioranza contraria alla legalizzazione dell’aborto, come anticipato da John McCain. Quest’ultimo ha sì scelto come sua vicepresidente Sarah Palin, ma non tutte le donne sono uguali: la sua agenda pro life, contro i matrimoni gay, a favore della pena di morte la rende molto diversa dalle donne democratiche. Eppure anche lei è espressione ammirevole della democrazia di un Paese che promuove al vertice una donna che dieci anni fa era solo la sindaca di una piccola città.
E'di questi giorni l'accordo fatto dal nostro governo con la Libia per il risarcimento dei danni per la nostra occupazione coloniale, la cifra è di 5 miliardi di dollari. Ora io ni chiedo, se noi dobbiamo versare questi miliardi ai libici, quanto dovrebbero dare gli statunitensi al Vietnam per quello che hanno fatto negli anni 60/70?
La tradizone vuole che tutta la famiglia di un canditato alla Casa Bianca si presenti di fronte agli elettori. Si ricorda la figlia di Cheney insieme alla sua compagna quattro anni fa? Come individuo ho sempre creduto nella legittimità di scegliere se abortire o meno, e di rispettarne le ragioni, specialmente quando sono contrarie alle nostre. Se Sarah Palin non avesse esibito suo figlio, ne avrebbe disminuito il suo leggittimo ruolo come membro della famiglia Palin, e del genere umano. Come cittadino statunitense, considero i repubblicani (ed i democratici) una parte politica avversa, non il male assoluto. Quel bimbo, incluso nellla compagnia di questa nostra imperfetta condizione umana, non mi ha scandalizzato, ma commosso. Come qualsiasi genitore anche i Palin avranno sofferto e soffriranno per le proprie scelte, come noi per le nostre.
Perché le nostre democrazie non hanno mosso un dito quando la Georgia ha bombardato i civili inermi di Tskhinvali nell'Ossezia del sud proprio mentre iniziava l'Olimpiade e poi tutti se la sono presa con la Russia per averli difesi? Da quel che vedo e so, gli osseti si sono rifugiati in Russia e non certo nella Georgia che li ha bombardati e che voleva sterminarli. Io non ci trovo nulla di strano che quelle popolazioni (Ossezia e Abkhazia) non vogliano più stare nella Georgia che gli ha prima rifiutato lo status di regioni autonome e poi li ha (democraticamente) bombardati. Bene sta facendo la Russia ad accettarne l'indipendenza e l'Europa dovrebbe pensare un po' più alla democrazia che non alle paure americane e al desiderio di Bush di mantenere lo stato di confusione che giova solo a lui e al suo partito. E poi la guerra è finita da 60 anni. Non ha più senso avere basi americane in Europa e nell'Europa allargata. Da una parte si dice che la Russia deve avere fiducia di noi e poi gli mettiamo missili tutto intorno. Davvero bravi.
Il Comitato Olimpico Internazionale (Cio), famigerata congrega di affaristi e speculatori senza scrupoli, ha vietato alla delegazione spagnola alle Olimpiadi di portare il lutto per la tragedia dell'aereo incendiatosi all'aeroporto di Madrid, con un bilancio di 153 morti. Il Cio ha rifiutato sia la richiesta di far indossare agli atleti una fascia nera al braccio, sia di far sventolare la bandiera spagnola a mezz'asta. La decisione del Cio, principale responsabile della scelta di Pechino per i Giochi, insanguinati dalla repressione in Tibet (e' fresca la notizia che l'esercito cinese ha sparato su una folla di tibetani massacrando 140 persone), e' crudele oltreche' stupida. Che male avrebbero fatto gli atleti iberici a portare il lutto? Avrebbero forse indisposto le autorita' cinesi? E' probabile, vista la volonta' di Pechino che le sue Olimpiadi si svolgano in un clima indisturbato di ''gioia'' e ''fratellanza''. Con la complicita' del Cio. Vergogna!
Nel 2006 la Cina decise di non ratificare il Protocollo di Kyoto perché giudicato troppo vincolante sui limiti alle emissioni dei gas serra. Leggo da qualche giorno sulla stampa nostrana ed estera che gli atleti che prenderanno parte alla fase finale dei giochi olimpici stanno ingegnandosi per sopravvivere all'aria pestilenziale di Pechino e dintorni. Ora mi chiedo: perché un turista deve rischiare la salute per andare a vedere i giochi in un Paese che se ne frega degli abitanti che popolano questo bellissimo pianeta sempre più compromesso? Non sarebbe utile boicottare i giochi in rappresaglia alla politica ambientale canaglia e suicida della Cina? A ben pensarci di motivi per non assistere ai giochi ce ne sarebbero molti altri, ma non vorrei passare per disfattista o, peggio ancora, per prevenuto.
Tra pochi giorni il via alle olimpiadi cinesi e le differenze ideologiche tra destra e sinistra si assottigliano sempre di piu'. Cosi' ad un ministro degli esteri che, in occasione dei suoi viaggi cinesi, trovava il tempo unicamente per dissertare sulla bonta' degli accordi commerciali raggiunti, ne segue un altro - dello schieramento contrapposto - che rifiuta anche la sola ipotesi di disertare i giochi ospitati da un regime totalitario responsabile di sistematiche violazioni dei diritti umani. Forse, assieme alle differenze ideologiche, sta svanendo anche un minimo comune senso etico.
Raul Castro nel suo primo discorso da presidente in parlamento ha dichiarato che: «L'era dell'egualitarismo è finita a Cuba», sottolineando anche la differenza tra uguaglianza e egualitarismo e la necessità di innalzare la produttività lavorativa nell'isola, anche in vista di crisi economiche e recessione. Al di là degli argomenti prettamente economici, nulla è stato pronunciato in materia di politica estera. Nessuna apertura, nessun cambio di rotta. Secondo lei, un vecchio leader alla soglia degli ottanta anni, carismatico che sia, ma vissuto sempre all'ombra del fratello, quale rinnovamento e quali aperture con il mondo e in particolare con gli Usa potrà mai avviare?
La Francia sta proponendo all'Italia l'estradizione della brigatista Marina Petrella, in cambio della concessione della grazia da parte del presidente Napolitano. Il che appare poco corretto: l'Italia è uno stato sovrano di diritto, dunque non può sottostare a nessuna ingerenza negli affari interni da parte di un'altra nazione.
Pagare tutti le tasse con le aliquote britanniche: 10% fino a 3.000 euro di reddito, 22% da 3.000 a 50.000 e 40% oltre, con tante spese deducibili. Ecco che il mio stipendio tassato solo al 22% aumenterebbe! Tutti duri da questo orecchio?
Il Papa tuona contro la povertà,ma per realizzare il G8 in Giappone si sono spesi circa duecento milioni di euro.
I leader del mondo ricco e avanzato tecnologicamente avrebbero potuto partecipare a video-conferenze, senza presenziare a eventi dispendiosi e superflui.
Da più di 15 anni vivo e lavoro in Portogallo. Ogni 5 anni devo rinnovare il mio permesso di soggiorno e per far questo devo presentare, oltre al modulo di richiesta, una dichiarazione del datore di lavoro, la copia della dichiarazione dei redditi dell'anno precedente, copia della tessera sanitaria e copia del listino salariale del mese precedente. Nel giro di due settimane ricevo il certificato di residenza, sul quale, oltre alle mie generalità, spicca in bella vista anche l'impronta digitale del mio dito. Non mi sono mai sentito offeso per questa procedura. Recentemente sono stato negli Stati Uniti; all’ingresso, oltre al visto sul passaporto, hanno anche preso le impronte digitali di tutte le dita delle mie mani, e mi hanno anche fotografato. In Italia sulle impronte ai Rom ci si scandalizza e si parla di razzismo. Allora anche i portoghesi sono razzisti?
Sul sito ufficiale della Corona britannica (www.royal.gov.uk) compare in bella mostra l'annuncio che la regina costa ogni anno a ciascun suddito 66 pence, circa 80 dei nostri centesimi. L'annuncio, anche quest'anno, fa parte di una dettagliata relazione sui costi della Corona. Ogni ulteriore riferimento ai costi dei nostri borbonici apparati è disarmante.
Olanda. Un'italiana arriva qui convinta di trovare un popolo organizzato e ligio al dovere, gente accogliente e senza pregiudizi, aperta alle diversità e simpaticamente gaudente. Sbagliato! Ogni città olandese piccola o grande è attraversata da orde barbariche di ciclisti e motociclisti che non rispettano alcuna regola, se non quella del "vado prima io". Caschi, frecce, luci e quant'altro possa aiutare il povero malcapitato pedone a prevedere le intenzioni del centauro o a salvaguardare la salute di tutti, sono banditi. L'assenteismo nelle strutture pubbliche dilaga. I docenti universitari lavorano "da casa". Altri semplicemente scompaiono. Ti ricorda qualcosa? La dichiarazione dei redditi scade il 1° aprile ma "non fa niente se la presenti ad agosto". Se non la presenti per niente, chissà. Se vuoi denunciare un furto devi prendere un appuntamento con la polizia e tornare dopo 3 giorni. Se hai bisogno di un certificato devi prendere un appuntamento e tornare dopo tre settimane a fare la richiesta. Se vuoi installare un programma sul tuo computer devi chiedere un permesso, che ti sarà accordato, guarda un po', dopo tre settimane. In farmacia ci sono in media, ad ogni ora del giorno, 10 persone in fila ad attendere di essere servite, e la fila può durare un'ora o più. Accoglienza e rispetto: stamattina un gentile vicino mi ha urlato al citofono che "In this country (!) we talk to people straight to their face". Urlava al citofono però (forse non se n'è accorto). E quando ho detto: "I'm sorry" la risposta è stata: "You should be". [Per inciso: gli avevo scritto un bigliettino chiedendogli di abbassare lo stereo dopo le 11 di sera]. Insomma: se vediamo due italiani (o tre) su un motorino contromano è perché sono degli incivili. Se lo stesso accade con due (o tre) olandesi... be', ma loro sono molto creativi!
Mi risulta che secondo il trattato di Lisbona, a mio avviso giustamente bocciato dagli irlandesi, decisioni vincolanti dell'Unione Europea possono essere prese a maggioranza semplice e contro la volontà dei singoli Paesi membri. Ciò si tradurrebbe in una perdita di sovranità dei cittadini, che dovrebbero sottostare a decisioni altrui non condivise, ossia verrebbero comandati da una burocrazia centrale. Non credo che il Superstato europeo sia un buon affare per i comuni cittadini (forse lo è invece per i gruppi di potere). L'unione monetaria non è ancora completata e già si preme l'acceleratore per arrivare subito, in una situazione disomogenea, all'unione politica, che è cosa ben più impegnativa. A voler far tutto di corsa, non si rischia di perdere i pezzi lungo la strada?
Molti di quelli che passano per New York fanno il madornale e comunissimo errore di equiparare New York al resto degli States. Questo e' un abbaglio ricorrente che sento fare da amici e persone che sono venute a NY per le famose 2 settimane di vacanza e che grazie a questa 'esperienza' si sono fatti un idea granitica degli USA dalla quale neppure io, con 27 anni di residenza, posso smuoverli. Vorrei fare solo presente che NYC e' UNA citta' cosmopolita, eterogenea, una melting pot finche' si vuole ma NON rappresenta affatto gli USA. Rappresenta New York City e basta, infatti non e' neppure rappresentativa dello Stato di New York di cui non e' neppure la capitale. Vorrei quindi pregare chi viene a fare shopping a New York grazie all'euro e ai saldi (veri) dei negozi americani, di resistere alla tentazione di fare di tutta un'erba un fascio, credendo che New York sia lo specchio di un paese di 300 milioni di persone. Se vi trovaste in Virginia dalle parti di Roanoke, per esempio, vi chiedereste se si tratta della stessa nazione, lo stesso se foste in New Orleans o a Charleston o a Seattle. Ogni regione e citta' ha le sue caratteristiche ma il Paese vero e' spesso nelle parti non visitate da turisti, giornalisti e gente che viene qui per studio o per lavoro o affari. Quindi vorrei consigliare a chi si reca in USA per i suddetti motivi di godersi l'esperienza ma lasciare perdere le analisi. Se un giapponese dicesse che dopo avere visto Firenze, Roma e Venezia in 2 settimane sa tutto dell'Italia non credo gli dareste ragione. Ciao dal New Jersey
Sembra che il tonno rosso del Mediterraneo abbia subito negli anni un forte spopolamento, per cui appare incomprensibile e inaccettabile che mentre la Commissione dell'Ue anticipa la chiusura della pesca di questa specie precludendola ai pescatori dei Paesi mediterranei dell'Ue, essa possa continuare impunemente a opera di pescherecci di Paesi extracomunitari che destinano le prese a mercati di così forte consumo di tonno da aver provocato una rarefazione della specie nei loro mari. Tra l'altro si devono anche deplorare delle complicità, documentate dagli organi di controllo della Commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico, tra tali Paesi e numerosi pescherecci italiani, francesi, maltesi e spagnoli, refrattari alla chiusura anticipata della pesca al tonno e colpevoli di superamento fino a oltre il 200% delle quote autorizzate. Sarebbe ora che il Consiglio dei ministri della pesca dell'Ue del 24 giugno mettesse ordine.
Parliamo sempre male dell'Italia ma certe regole all'estero chissà se sono migliori. Martedì prossimo in Belgio vi sarà uno sciopero generale. Chi è iscritto al sindacato se ne starà a casa o andrà a manifestare. E gli altri? In alcune fabbriche, complici i picchetti, nessun lavoratore potrà mettere piede. E' giusto? Forse sì, forse no. Ma diventa profondamente ingiusto quando gli iscritti al sindacato riceveranno un bonus (dallo stesso sindacato) a parziale copertura dello stipendio perso con lo sciopero, mentre gli altri o si prendono una giornata di ferie o si vedono decurtare lo stipendio.
Due mesi fa abbiamo visto Benedetto XVI alla Casa Bianca davanti alla torta di compleanno offertagli dal presidente Bush. Oggi lo stesso presidente è accolto in Vaticano con onori e trattamento tutti speciali e passeggia col Papa nei giardini vaticani. Ma proprio nessuno in Vaticano è consapevole di quanto sangue coli dalle mani di quell'uomo che con l'inganno e la menzogna ha dato il via a una guerra che ancora continua in Iraq? Guerra che Giovanni Paolo II tentò di scongiurare in ogni modo, inascoltato proprio da colui che oggi viene come lupo travestito da agnello a intrattenersi bucolicamente nel verde con Benedetto XVI e lo definisce «messaggero di pace». Che il Santo Padre voglia recuperare la pecorella smarrita o che ci sia dietro qualche altro scopo?
Non si deve mescolare politica con sport. Ma mi sembra sia un'opportunitá per esigere dal Governo cinese piú rispetto dei diritti umani (libertá di informazione, di decisione sulla famiglia e figli, libertá religiosa, lavoro e giusta rimunerazione, via i campi di concentramento e sfruttamento...). Per questo mi sembra che non si debba partcipare alla cerimonia dell'inaugurazione, ma sí ai giochi.
Ho letto che solo Stalin e' riuscito a sedentarizzare i Rom, ma non e' esatto. In diverse parti d'Europa esistono comunità rom insediatesi molto tempo fa: penso, fra le altre, a quelle che abitano nella regione slovena di Prekmurje, nel Burgenland in Austria e in diverse regioni croate. L'esperienza in questi e in altri casi mostra che là dove si favorisce la partecipazione dei rom ad attività economiche e alla vita del territorio i gruppi Rom tendono a «stabilizzarsi» e ad avviarsi poi verso forme di integrazione piena. Naturalmente la mia precisazione va nell'ottica di lavorare seriamente sull'integrazione dei Rom, cosa che in Italia non accade, in stretta collaborazione con l'Europa e specialmente con quei Paesi europei in cui le politiche di integrazione hanno sinora dato i risultati migliori.
Gli Stati Uniti ritenevano che in Iraq fossero nascoste armi per lo sterminio di massa, ma non rinvennero assolutamente nulla. Ora Al Qaeda minaccia l'uso di armi nucleari e biochimiche, ma gli Usa ci tranquillizzano affermando che gli estremisti non possiedono tali armi. E se si sbagliassero (speriamo di no) anche in questa circostanza?
Mi sembra che la Spagna non possa permettersi il lusso di alzare il ditino con accuse di razzismo: a Ceuta e Melilla hanno eretto muri anti-immigrati; quelli che tentano di scavalcarli vengono spesso abbattuti a fucilate dalla polizia marocchina, e la signora De La vega non s'indigna. Il governo Zapatero nel 2005 e nel 2007ha introdotto misure poliziesche (che io peraltro giustifico) per frenare i flussi migratori, ed anche grazie a questo si è garantito la rielezione. La Spagna, infine, ha il minor tasso europeo di assimilazione degli immigrati nel mondo del lavoro in ruoli e inquadramenti superiori alla manovalanza non specializzata: come dire, benvenuti schiavi.
Con riferimento a tanti fatti di cronaca e a quanto recentemente avvenuto a Napoli, riporto quanto ho appena letto: «La reazione delle autorità italiane nei confronti della criminalità dei nomadi che provengono dalla Romania è "debole"». L'ha affermato il ministro della Difesa romeno Teodor Melescanu. «Chi commette un reato, deve rispondere di quel reato», ha aggiunto Melescanu. Penso che il messaggio sia chiaro, e penso lo fosse anche prima che ce lo dicesse il ministro romeno. Tutti i cittadini e tutti i contribuenti attendono riscontro da parte di quanti sono stati chiamati a rappresentarli in Parlamento e al governo.
Sul giornale locale italiano di Sydney ho letto che a Cagliari dal 25 al 27 aprile ha avuto luogo una conferenza dei sardi all'estero: viaggio di andata e ritorno pagato a 400 delegati da ogni parte del mondo, più albergo per due o tre giorni. So che dall'Australia sono partite decine di persone. Io leggo ogni giorno dei problemi finanziari dell'Italia. Capisco che queste spese sono a carico di una Regione, e la Sardegna non è la sola a fare queste follie. Mi sbaglio o questo denaro viene sempre dalle stesse casse italiane? Abbiamo parlamentari che rappresentano gli «italiani all'estero», i Cgie (comitati Generali italiani Estero), i Comites, insomma centinaia di individui che viaggiano da ogni parte del mondo per «aggiornarsi» in Italia e rappresentarci. Non le sembra assurdo? Quando finiranno questi duplicati? Mi auguro che il nuovo governo esamini seriamente questi problemi.