Provate ad andare a Venezia la sera di San Valentino. Mio figlio e la sua ragazza lo hanno fatto. Risultato: un'ora e mezza per entrare nel parcheggio comunale e 28 euro di spesa, che si stia un'ora o dieci. Il comune sapeva che era una serata speciale: organizzazione zero e una palata di euro sicura.
Poi ci si lamenta dei giovani che non girano o sporcano: se ne vedranno sempre di meno.
Sono una cliente di Trenitalia e ho appena «scoperto» che mentre nel gennaio 2007 si percorreva la tratta Napoli-Modena in 6 ore e 18 minuti, ora si percorre in 6 ore e 59 minuti. Perché? Che cosa è cambiato in questo tempo? E soprattutto, perché a fronte di un aumento del tempo impiegato sono cresciuti anche i prezzi dei biglietti?
A settembre una persona (sprovveduta) mi spedisce una piccola somma di denaro via raccomandata Roma su Roma. La raccomandata non è mai arrivata, si è persa nel centro di smistamento CMP Windows... Io volevo solo scrivere al Responsabile dei Servizi segnalando che, come all'aereoporto tempo fa era venuto fuori lo scandalo di operatori che aprivano e rubavano dalle valigie, così la stessa cosa poteva accadere al centro di smistamento.
Ora, e qui il punto, non è mai stato possibile parlare con qualcuno: sono andata al quartier generale (in Viale Europa) e alla reception mi hanno detto che sono istruiti per non dare i riferimenti di nessuno..... Non è possibile scrivere una mail o una lettera a nessuno. Per segnalare nulla. Forse perchè va tutto bene così com'è. Voilà l'azienda moderna!
Abito a Ladispoli. Devo prendere un medicinale per il quale occorre prescrizione medica. Io non sono autonoma, e venerdì 6 febbraio 2009, mi sono resa conto di non aver richiesto la ricetta, essendo terminato il farmaco stesso. Sabato 7 febbraio, inizia l'odissea, alla ricerca della prescrizione.
La Guardia Medica di Via Nino Bixio è chiusa. Una farmacia ha indicato a mia madre, ottuagenaria, la Guardia Medica che si trova nella zona Miami. Il medico non c'è, essendo in giro per visite domiciliari. Qualcuno, allora, indica a mia madre la Guardia Medica di Cerveteri. Mia madre si reca a Cerveteri, con fatica.
La Guardia Medica di Cerveteri, però, dice a mia madre che non può fare una ricetta per un cittadino non residente a Cerveteri. Niente da fare, motivando e pregando. Mia madre torna alla Guardia Medica di Ladispoli. Riferisce al medico di guardia, nel frattempo tornato dalle visite domiciliari, che la Guardia Medica di Cerveteri non ha fatto la prescrizione.
A questo punto la Guardia Medica di Ladispoli dice che farà rapporto, in quanto la Guardia Medica di Cerveteri avrebbe dovuto fare la prescrizione, occupandosi la Guardia Medica di Ladispoli, anche, dei cittadini di Cerveteri.
Morale della favola ho ottenuto il farmaco, dopo lungo girovagare di una persona anziana che si prende cura di me; ci ho pure pagato il ticket, avendo io l'esenzione totale, perchè il medico non ha messo la crocetta, almeno così ha detto il farmacista a mia madre. Ma questo, ovviamente, è il meno. E' normale tutto questo?
Ho 34 anni, vivo a Roma, in periferia, e sono terrorizzata. Gli episodi di violenza sulle donne aumentano invece di diminuire nonostante le tante belle parole e promesse fatte dai vari politici. Penso che la causa maggiore di questo aumento sia la quasi certezza dell'impunità per chi commette le violenze. Anche quando i responsabili vengono arrestati e condannati, le pene sono bassissime e tra condoni, sconti, riabilitazioni spesso non fanno nemmeno un giorno in galera. Che deterrente possono mai essere delle pene «inesistenti»? Ora voglio proprio vedere che ne sara' della banda di romeni che ha violentato una poveretta a Guidonia.
Senza polemica vorrei chiedere all'Ama una cosa: da anni sentiamo dire che le pile dismesse sono altamente inquinanti. Io abito a Roma, zona Balduina, ed ho fatto il giro del quartiere per gettarle nell'apposito contenitore che nei punti dove era (via Nicolai all'altezza del n.22 e largo Maccagno) non c'è più. Paziente ed ecologico mi sono riportato a casa il mezzo chilo di pile. Dove e come posso smaltirlo prima di perdere la pazienza e gettarle in un normale cassonetto? Grazie.
Egregio sig. Sindaco Alemanno, mi chiamo Giulia e sono una studentessa. Una delle tante ragazze che al mattino frequenta la scuola e il pomeriggio studia. Il mio studio è leggermente diverso dalle altre ragazze, da quasi tre mesi io non ho più casa mia. Abitavo nel palazzo, divorato dalle fiamme il 27 ottobre, in via Libero Leonardi. Quindi mi ritrovo a studiare in una camera d’albergo. La ringrazio per la sua disponibilità. Grazie a lei, io e le altre 149 famiglie, abbiamo un tetto sopra la testa. Però tre mesi iniziano a pesare. I sigilli sono stati tolti il 23 dicembre. Nonostante tutto i lavori di ristrutturazione non cominciano. Più di una volta la televisione ha intervistato gli altri inquilini, ma a cosa serve? I mass-media non fanno altro che incrementare la mia rabbia. Desidero delle risposte più concrete e risolutive. Perché tanta segretezza? Penso di avere il diritto, come tutti, di conoscere il frutto delle indagini. Spero che questa lettera, semmai la leggerà, la solleciti nei futuri lavori di ristrutturazione.
L'atroce morte della disabile rapinata mi induce a chiedere alle Poste Italiane di aumentare il numero dei distributori automatici di denaro in modo che si prelevi quando si ha effettivamente bisogno e non alle date stabilite dagli uffici postali. In questo modo i delinquenti avrebbero meno possibilità di fare rapine. Un esempio: nella mia città, Como, ce ne sono solo due.
Mamma e papà marocchini, residenti vicino a Modena, hanno chiamato il loro figlioletto "Jihad", cioè guerra santa, guerra di liberazione, guerra contro gli infedeli. Sempre guerra è. Perché appiccicare un nome così a un bambino? Per me è sbagliato, perché quel nome è provocatorio. La legge attuale, il Dpr del 2000, non consente di dare ai propri figli nomi ridicoli o vergognosi. La legge dovrebbe anche impedire nomi ostili e indisponenti. In nome della pace.
Di fronte agli intollerabili episodi di gratuita violenza metropolitana accaduti nei giorni scorsi a Torino e Napoli, mi domando perché non si vogliano varare nuove leggi drastiche e misure anticrimine adeguate. Si rischia di morire e la giustizia colpisce a colpi di fioretto la malavita.
Sono un architetto fiorentino e questo pomeriggio verso le 18,30 per la prima volta dopo quasi 10 anni che sono iscritto all'albo degli architetti di Firenze, mi sono recato con mio figlio di 5 anni, presso la sede di Firenze per un rinfresco, offerto dall'ordine, per lo scambio di auguri natalizi. Pensavo ad un'occasione piacevole, ad un ambiente "sano", come dovrebbe essere "la casa di noi architetti", occasione per conoscere altri giovani colleghi in un ambiente dinamico ed informale. Mi sono ritrovato in un brutto posto, pieno di vecchie nomenclature della politica urbana fiorentina, e udite udite buona parte di questi "dinosauri della poltrona" fumava con gusto!! Si' signori, tutti quanti (ne ho contati almeno 18 su una sessantina) fumavano con la protervia dell'impunità.
Buongiorno, cercando delle cose, mi sono trovata sul vostro sito. Devo dire molto interessante, ed è x questo che vorrei dire la mia su un argomento piuttosto importante. Vivo a Roma, dove si parla spesso della sicurezza sulle strade, ed è un bene! Ma non sento parlare mai del fatto che ogni mattina accompagnando i figli ascuola si assiste a delle cose allucinanti: figli tenuti in braccio durante la guida, e non mi riferisco soltanto al passeggero accanto al guidatore, ma del guidatore stesso. Bimbi che durante la guida saltellano x la macchina, passando da un sedile ad un'altro, come se fossero in salotto. Ma la cosa che mi turba di più è vedere genitori che accompagnano i loro figli in moto, loro debitamente protetti, mentre i loro bimbi privi di casco (sto parlando di una fascia d'età tra i 6 ei 9, non so se mi spiego!). Dovrebbero ricordare che la vita dei loro figli è un dono di Dio, e non giocarci, convinti di avere sempre la situazione sotto controllo. Purtroppo le statistiche li smentiscono. Grazie,spero che almeno voi possiate fare qualcosa.
I gravi eventi verificatisi, nel breve tempo di quindici giorni, nella frazione di Acquacalda di Lipari, mettono inequivocabilmente in evidenza quanto, da tempo, gli abitanti del luogo vanno denunciando. È facilmente documentabile la quantità di segnalazioni, alle locali autorità, del progressivo disfacimento di tutta la zona costiera.
Ma purtroppo il disinteresse e l’inerzia, che ha accomunato le varie amministrazioni, sia comunali che provinciali, negli ultimi 20 anni, ha permesso che l’opera dell’uomo (lo sfruttamento incontrollato di tutta la zona pomicifera, l’insediamento scriteriato senza adeguate infrastrutture urbanistiche) unitamente alla massiccia erosione marina della costa, mai protetta dai marosi, facessero diventare questa splendida parte dell’isola un vero e proprio colabrodo.
Acquacalda è in pericolo! È in pericolo l’incolumità dei suoi abitanti ! È in pericolo il loro patrimonio abitativo ! È in pericolo la sopravvivenza di coloro i quali hanno investito in attività turistiche ! È in pericolo una parte di ciò che, dal 2000, è stata dichiarata, dall’UNESCO, “patrimonio dell’umanità”.
Non possiamo non stupirci della mancanza di sollecito interesse da parte della stampa nazionale e di tutti i mass-media, su un evento di siffatta portata. Per assurgere alla cronaca deve accadere un fatto eclatante: il disfacimento di un’intera borgata, deliziosa perla in un contesto di bellezza ineguagliabile, non solletica l’interesse di nessuna testata?
Ci duole riconoscere che fa più notizia il grado di audience di inqualificabili trasmissioni TV o un rigore negato, con conseguenti stucchevoli dissertazioni, piuttosto che la sorte di qualche centinaio di persone.
Sono una delle tredici persone investite un mese fa alla fermata di via dei Romagnoli ad Acilia. Me la sono cavata con una gamba rotta, qualche dente spezzato ed una bella cicatrice che ha richiesto 18 punti di sutura sulla fronte.
La pericolosità delle fermate di via dei Romagnoli era stata segnalata più volte. Un giornale locale aveva scritto un articolo a riguardo nel mese di marzo 2008 ma nulla è mai stato fatto. Dopo il mio incidente l’assessore alla mobilità del municipio aveva promesso interventi immediati ma ancora niente. Sto valutando la possibilità di avviare azioni legali nei confronti del comune.
Il sindaco se la prende con i giudici che hanno concesso gli arresti domiciliari al rom che ci ha investiti dichiarando che un campo nomadi abusivo non è controllabile. Forse dimentica che in qualità di sindaco dovrebbe essere lui a eliminare gli insediamenti abusivi, soprattutto se non controllabili.
A seguito dell’incidente ho scritto al gabinetto del sindaco e al presidente del municipio per segnalare tutte le emergenze che costituiscono fonte di pericolo nel mio quartiere: campi abusivi, scuola occupata da molti anni da persone agli arresti domiciliari, parco con lampioni mai messi in funzione e con strane frequentazioni durante la notte, strade in condizioni indecenti, strisce pedonali invisibili, cartelli abusivi che nascondono la segnaletica…. Non ho mai ricevuto risposta.
Vorrei far conoscere una realtà che per noi sardi è di vitale importanza: il costo del gas. Quando i mass-media parlano genericamente di gas si riferiscono in genere al metano, ebbene questa fonte energetica in Sardegna non esiste. Di conseguenza i sardi sono costretti a usare il gpl in bombole o sfuso, che guarda caso, non solo non ha nessuna agevolazione ma al contrario è molto più caro che nel resto d'Italia, pur essendo prodotto nell'isola da una delle più grandi raffinerie del Mediterraneo. Non possiamo sfruttare alcun incentivo per le auto a metano e non abbiamo nessuna agevolazione per l'acquisto dei combustibili alternativi per il riscaldamento, anzi legna, pellet e gasolio sono più cari che altrove, e credetemi, l'inverno arriva anche da noi.
A Roma capitale, spesso alla prima violenta pioggia le linee telefoniche vanno in tilt. E se questo può essere minimamente comprensibile, non è assolutamente comprensibile l'impossibilità di segnalare il guasto. Dopo la grande pioggia di ieri e dell'altro ieri sto cercando, ormai da un giorno, un operatore del 187 a cui segnalare il guasto, un operatore in cane e ossa che mi dia qualche informazione. Non cè verso. Attese lunghissime per poi sentirsi dire dalla meccanica voce registrata "in questo momento non è possibile parlare con un operatore, provi più tardi". Più tardi sta diventando mai, da ieri, con il cellulare attaccato all'orecchio non riesco a parlare con nessuno. L'unica cosa che funziona è la pubblicità a raffica su Alice e altro che arriva senza sosta che ovviamente mi fanno passare tutta la voglia di essere cliente Telecom Italia considerando anche il fatto che in caso di necessità non cè proprio assistenza e soluzione. Grazie, se vorrete pubblicare questo ennesimo disservizio di Telecom Italia.
Oggi ho saputo di essere reponsabile del deficit della Regione Lazio. Le spiego: sono malata di atrite reumatoide da quando avevo 15 anni (ora ne ho 47). Qualche anno fa ho cominciato a curarmi con i cosiddetti farmaci "di nuova generazione" e cioè i farmaci biologici, facendo peraltro da cavia per le generazioni future.Con l'uso dei biologici la mia vita è cambiata radicalmente in quanto mi sono sentita subito molto meglio e tuttora le mie condizioni sono buone, nonostante l'esordio della malattia mi abbia lasciato in eredità dei danni irreversibili.
Poichè questi farmaci sono molto costosi noi pazienti siamo stati accusati di aver contribuito al disastro finanziario in cui versa la nostra regione. Dopo una lunga trattativa, nella quale la Regione aveva tentato di eliminare completamente i biologici fino a gennaio, medici e funzionari regionali sono arrivati ad una conclusione alquanto bizzarra, tipica italiana, e cioè: dimezzare le dosi.
In poche parole: chi, come me, deve fare due iniezioni a settimana, ne farà una sola, il che vuol dire stare peggio del 50%! Per chi non lo sapesse ricordo che l'artrite reumatoide, come tutte le malattie autoimmunitarie, non si sconfigge mai del tutto ed attacca sempre nel momento in cui le armi per combatterla si indeboliscono, ed in questo caso si sono dimezzate. Vorrei sapere se è giusto che paghiamo sempre noi, i più deboli. Non pensate che abbiamo sofferto abbastanza?
Quest'estate ho girato parecchio l'Europa, sono stata in Svizzera, in Germania e in Francia. In Italia nelle Marche, a Roma, a Milano, Torino, Bardonecchia, Acqui terme, e altri posti ancora. Tutte le città nelle quali sono andata, nei piccoli borghi, anche in Italia, ho trovato una grande pulizia, una pavimentazione stradale perfetta, i marcipiedi in ordine, con cubetti di porfido o mattonelle di grès, inoltre tutte le aiuole piene di fiori i riquadri di terreno non costruito con erba curata e anche con alberelli fioriti. Di ritorno a Genova sono rimasta sconvolta dallo stato di abbandono che rivela la città, e parlo del centro. Via XX Settembre è sporca, decisamente troppo sporca, e non parlo di cartacce buttate via ma di sporcizia sedimentata da anni nel percorso sotto i portici, dove non arriva la pioggia. Inoltre da tempo, si permette agli extracomunitari di effettuare mercatini di merce contraffatta e, allora, loro orinano negli angoli (forse non solo loro). Quindi oltre al nerofumo dei pavimenti c'è anche il cattivo odore che alleggia persistente in tutte le vie de centro: perché non ripristinare vespasiani in ogni dove? Ai cattivi odori di orina si aggiungono quelli dei contenitori Amiu, mai lavati. Non si potrebbero lavare i marciapiedi?
Sembra incredibile, ma per la quinta volta in appena due mesi le fiamme mandano in cenere un nuovo pezzo della Riserva di Ventotene. Questa volta è toccato a Punta Pascone, un angolo a picco sul mare di struggente bellezza e ricco di vegetazione naturale che intorno alle 16.00 è bruciato per oltre due ore. Sul luogo è intervenuto subito un elicottero dei Vigili del Fuoco che ha dovuto effettuare oltre 50 lanci d'acqua di mare per vincere le fiamme.
A questo punto della Riserva Naturale Statale di Ventotene non rimane più molto. Dalla fine di luglio sono bruciate l'isolotto di Santo Stefano, Parata Grande, Punta Eolo e, appena una settimana fa, il Montagnozzo.
Il Presidente dell'ente parco, il Sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, minimizza, ma oramai tutti si chiedono come sia possibile che una riserva di appena 1,2 Km2 continui ad esistere senza nessuna tutela e neppure personale. Dalle coraggiose dimissioni del Direttore dell'area protetta, il Dott. Alessandro Montemaggiori, avvenute lo scorso giugno in aperta polemica con il presidente dell'ente, le cose sono andate infatti sempre più peggiorando: incendi continui, abusivismo alle stelle, bracconaggio e persino accessi nella zona A dell'area marina autorizzati direttamente dal sindaco, in palese contrasto con la legge. Il tutto con il benestare del Ministero dell'Ambiente e del suo Direttore Aldo Cosentino, che in 11 anni ha finanziato l'ente con svariati milioni di euro.
Ora non rimane che Punta dell'Arco, la zona più importante della riserva, ma è questione di giorni, in zona infatti si sta già formando una pira di materiale vegetale pronta per il fuoco.
Cito il grandissimo Enzo Biagi: in Italia abbondano i cretini pieni di idee. A Milano c'è una strada, Via Montenapoleone, dove girano un sacco di soldi, specialmente valuta proveniente da paesi stranieri. Agli stranieri Via Montenapoleone piace così, la conoscono così, caotica, con auto di lusso parcheggiate davanti ai negozi più belli del mondo. Via Montenoleone è un sitema per attirare turisti danarosi, giapponesi e russi in particolare. Nei negozi di lusso c'è la coda alla cassa! Questo sistema funziona bene, quindi ecco apparire qualcuno che propone di guastare questo marchingegno che funziona a meraviglia: togliamo le auto, quelle auto di lusso in particolare! Massì, continuiamo a farci del male. Come si può essere così miopi da voler rovinare l'immagine di un luogo che regge la sua identità sull'apparenza? Continuiamo a farci del male. Come con il film Gomorra, che rappresenta l'Italia nel mondo. Oppure com'è accaduto a Venezia, dove alcuni "intelletualmente disabili" (definizione non mia, ma di Cacciari) hanno costretto il Presidente Napolitano a camminare sul nuovo ponte dopo che era già stato messo a disposizione della popolazione da qualche giorno, quindi privando il Capo dello stato del suo ruolo di inauguratore di un'opera siffatta. Insomma, il grande Enzo Biagi le ha azzeccate proprio tutte, anche questa sui cretini pieni di idee.
Scrivo da Parma, vi risulta che Parma sia stata una città modello per tante attività messe in campo dall'Amministrazione Comunale in questi ultimi anni? Malauguratamente non vorrei che fosse presa da esempio dagli altri Comuni della penisola per le centinaia di Multe che fioccano quotidianamente nei confronti dei cittadini, che già pagano tasse comunali salatissime. Parma è una città provinciale dove alcuni posso fare tutto e altri non possono nemmeno tenere l'automobile davanti casa col permesso di sosta rilasciato dal comune medesimo che spesso si prende la multa, nel mio caso per ben 4 volte ho trovato la multa sul parabrezza ed ho dovuto rivolgermi al Giudice di Pace che puntualmente ha annullato le 4 contravvenzioni. Credo che fare le multe ai cittadini sia diventato un business per i Comuni, ma lo Stato c'è oppure è fantasma?
Dopo Napoli e provincia, qualsiasi amministratore dotato di media intelligenza ed un poco di decenza avrebbe pensato a quale sia lo stato dello smaltimento di rifiuti nel loro comune o nella loro provincia. Eppure per il sindaco Perugini di Cosenza, in Calabria, in forza al Partito Democratico deve essere sembrato un pensiero troppo arduo da compiere. Anche gli altri amministratori, come il governatore della regione Loiero, anche in lui in forza PD, non fatto questo sforzo di immaginazione. Il risultato è che ora Cosenza è sommersa dai rifiuti come fu Napoli. Sulla
stampa, questa notiza sembra non esser pervenuta.
Segnalo una scritta che faceva bella mostra di sé su un cassonetto dei rifiuti, una settimana fa circa, in quel di Brescia: " - SBIRRI + PUTTANE" . Sotto alla inequivocabile richiesta campeggiava, a mo' di firma, una altrettanto inequivocabile svastica. Mi sono chiesto: "Ma la Ministra Carfagna ("Ministra Carfagna" mi fa sempre venire in mente titoli di pruriginosi filmetti anni settanta tipo la Poliziotta, l'Infermiera, la Dottoressa e via discorrendo, chissà perché...) lo sa che neanche quelli che si riconoscono nella destra più becera ed estrema sono d'accordo con lei"?
Per mesi il problema rifiuti è stato al centro dell’attenzione dei media, poi improvvisamente cala il sipario e di rifiuti non parla proprio più nessuno. Ebbene, in Campania la situazione rifiuti è la seguente: 1) la quantità d'immondizia è proporzionale alla distanza dal centro di Napoli. Più ci si allontana e più se ne trova. A Caserta c'è ancora molta immondizia. 2) La raccolta differenziata non è ancora partita, salvo in qualche quartiere di Napoli. 3) Le discariche aperte sono due e a gennaio dovrebbe entrare il termovalorizzatore di Acerra. 4) Ogni giorno partono 450 tonnellate di rifiuti per la Germania. La situazione continua a costare moltissimo agli italiani!
Gli assassini del giovane ucciso a sprangate a Milano ci tengono a precisare: "Non siamo razzisti! Non ci saremmo fatti scrupolo di ammazzare il giovane a sprangate anche se fosse stato di pelle bianca". E' solo a me che sembra di vedere l'assurdità dilagare?
In un bar di Roma ho assistito a un battibecco tra il titolare e due giovani entrati nel locale con il casco indossato. In effetti all'ingresso del locale c'è un cartello ben visibile con indicato tale divieto. La ragione è comprensibile e legata a due rapine effettuate da ladri che indossavano il casco, per cui il titolare ha preso le sue precauzioni con allarme collegato alle forze dell'ordine e con tale divieto. Quindi in Italia non si può entrare in un locale pubblico con un casco mentre a Venezia si potrebbe entrare in un museo con il viso coperto? Il viso deve essere sempre scoperto nei luoghi pubblici mentre nei luoghi privati ognuno può fare come meglio crede!
Sono una studentessa dell'universita romana di Tor Vergata, facoltà Lettere e Filosofia. In particolare mi occupo e studio da tempo nel settore turistico". Oggi, leggendo i quotidiani e guardando il telegiornale, sono venuta a conoscenza che, per evitare gli sprechi nella scuola Italiana, il Ministro Mariastella Gelmini pensa di riorganizzare la rete scolastica. L'area di riconversione dei 150 mila insegnanti senza cattedra sarà quella del Turismo, Operatori del Settore e Guide Turisiche. Ora, una domanda mi sorge spontanea: se nel settore del turismo andranno a lavorare i 150 mila precari, dove potranno trovare lavoro tutti coloro che hanno effettuato un percorso scolastico specializzato nel settore turistico? Che senso hanno a questo punto gli Istituti Professionali per il turismo o le stesse facoltà con indirizzo nel settore? Che senso ha continuare a specializzarsi in un settore quando si vuole coprire i posti di lavoro con insegnanti che, nella maggior parte dei casi, non hanno alcuna preparazione in merito. Per salvare i posti agli insegnanti si sottrae possibilità di lavoro ai giovani laureati e non, che hanno deciso di intrapprendere un corso di studio in questo settore. Quante parole dette "si ricercano operatori del turismo specializzati"! Tutte parole al vento! E per i giovani un presa in giro in più!
E' ora che Milano prenda le distanze dalla Lega nord e in particolare dal suo leader Umberto Bossi. Sono anni ormai che, neanche troppo ingenuamente, i nostri amministratori strizzano l'occhio alla Lega, vuoi perché così pensano di trarne qualche vantaggio, vuoi perché quel «Roma ladrona» urlato senza mezzi termini sotto sotto ci fa piacere. Qualche giorno fa in vacanza in Sardegna ho sentito parlar male della mia città da persone che dicevano che ora Milano voleva rubare il G8 all'isola della Maddalena. Purtroppo oggi troppo spesso Milano viene identificata con la Lega. Non pensi che quest'abbraccio finirà per stritolarci? Grazie anche alla nostra classe dirigente, ci stiamo trasformando in un vero e proprio baluardo padano, e visto che con l'Expo tenteremo di presentarci come grande metropoli europea ma soprattutto italiana, non credo che l'identificazione di Milano con un personaggio che fa il dito medio sulle note dell'inno nazionale e che ha dichiarato di usare il tricolore per scopi... diciamo igienici, possa aiutarci in tal senso. Milano è una grande città italiana, la Padania non esiste. E' ora di liberarci da quest'abbraccio mortale.
Vorrei spendere due parole (e sono senz'altro poche) per parlare e non fare polemica sulla terribile aggressione subita dai due cittadini olandesi a Roma. E pensare che il sogno della signora Wilma era di vedere San Pietro e invece si trova in ospedale cercando di dimenticare una bruttissima esperienza. A parte questo preambolo, vorrei far giungere al dott. Alemanno questo messaggio: non è giusto colpevolizzare le vittime per le mancanze di una classe politica. Inoltre, caro Alemanno, sarebbe doveroso e cortese porgere scuse formali ai due coniugi e spiegare loro che in Italia non c'è solo violenza e timore di ammettere gli sbagli, ma anche solidarietà, rispetto e tanta voglia di accogliere i turisti e farli sentire a casa in totale sicurezza. Invitiamo questi gentili coniugi in qualche nostra città e facciamoli sentire davvero ospiti d'onore
Attenti a circolare per Roma in agosto. Sembra di stare a Dodge City. Automobilisti e centauri che passano col rosso a velocita' folli, guidano contromano, parcheggiano come se fossero i padroni della strada, spalancano le portiere senza guardare chi sta arrivando come se si trovassero nel deserto del Sahara, ignorano le strisce pedonali come se non esistessero e via dicendo. Di vigili in servizio, pochissimi. Ma anche loro hanno diritto alle ferie, no?
Ho appena terminato con la mia famiglia un viaggio da Napoli a Nizza e ritorno. Sui treni italiani abbiamo patito disservizi di tutti i tipi: ritardi, prenotazioni errate, guasti alle luci e all'aria condizionata e perfino un principio di incendio a una locomotiva. Unica nota positiva la gentilezza del personale.
Vorrei fare una domanda ai nuovi politici che ci governano. Che fine ha fatto la Camorra a Napoli, quella camorra che fino a poco prima delle elezioni gestiva col pugno di ferro il traffico della mondezza napoletana? Vedo con piacere che è stata debellata dato che non se ne parla più, e noto con piacere che ha lasciato libero il nuovo governo di ripulire Napoli. La camorra che sparisce da un giorno all'altro. Ma non vi sembra un tantino strano?
Meno soldi più banche? Tutti i media dicono di continuo che l'economia italiana è in crisi e gli italiani hanno sempre meno soldi. Eppure nella provincia di Milano, che ha la più alta percentuale di sportelli bancari d'Italia, gli sportelli continuano ad aumentare (sono cresciuti in cinque anni del 10,3%), secondo i dati della Camera di commercio di Milano. Ho visto un negozio di tessuti, una pizzeria e un mobilificio tramutarsi in banca ultimamente. Come si conciliano i due fenomeni?
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dunque mantenuto la promessa: in meno di due mesi ha fatto in modo che le montagne di rifiuti che ingombravano le strade e le piazze napoletane sparissero e la città riacquistasse un aspetto civile. Ora si sostituiscono a lui e assumono il ruolo di protagonisti di un'opera così importante, o almeno di comprimari, gli anonimi cittadini partenopei che non devono lasciar cadere impunemente la classica carta in terra a sporcare il marciapiede o i pochi spazi verdi ed erbosi che rimangono a Napoli. Ma soprattutto non devono perdere la speranza di vivere in una città che recuperando il suo decoro umano e culturale sia ancora bella da visitare e da conoscere nelle sue nobili tradizioni.
Premesso che sono una cattolica praticante e che ammiro preti, suore e monaci che aiutano e soccorrono chi ha bisogno, ci sono, però, cose che non mi tornano. Prima di tutto ci sono ecclesiastici che certo non agiscono come predicava Gesù e altri che tollerano cose aberranti senza intervenire. Ultima notizia: a Milano la Curia asserisce che impedire la preghiera musulmana del venerdì in viale Jenner è da fascisti. Ma chi parla di impedire la preghiera? È ora che lo facciano in luogo idoneo e non sui marciapiedi. In quale dei loro Paesi i cattolici fanno cose analoghe? E, infine, mi sentirei anche di dare un consiglio a monsignor Gianfranco Bottoni. Preti e suore sono sempre di meno: basta andare a Messa per sentire le raccomandazioni dei parroci a pregare per le vocazioni. Dato che ci sono tante ricche proprietà della Chiesa (monasteri e simili) sempre più vuoti, perché, in nome della carità cristiana e contro il fascismo, non ha provveduto la Chiesa stessa a fornire loro asilo per pregare?
Il 14 luglio i parigini celebreranno la festa della libertà e Ragione e la loro stessa elevazione da sudditi a cittadini. Noi palermitani celebriamo la "Santuzza", cioè l'intercessioneraccomandazione della Santa al Creatore per essere liberati dalla peste, una superstizione pre-moderna e medioevale. La festa costa milioni di euro e dura giorni. I parigini sono cittadini, noi palermitani lo siamo? Nel giorno della "Santuzza" il potere laico comunale di Palermo fa ancora dono di un sacchetto di monete d'oro al cardinale per ribadire la propria sottomissione. Non esiste città al mondo, anche tra le più religiose, che non rivendichi il diritto al suo laicato indipendente. Perché invece Palermo fa eccezione?
Per rinnovare la patente ho dovuto pagare: 14,5 euro alla cassa della Asl; 14,62 euro al ministero dell'Economia acquistando una marca da bollo; 9 euro al ministero dei Trasporti tramite c/c postale. Alla posta centrale di Monte Sacro a Roma per pagare ho dovuto aspettare due ore e mezzo (era giorno di pensioni e la posta era particolarmente affollata). Si rendono conto al ministero dei Trasporti quanto costa in perdita di tempo dover pagare alle poste (sempre affollate) quei 9 euro? E' difficile pensare ad un unico pagamento da suddividere a livello centrale tra ministero dei Trasporti, ministero dell'Economia e Sanità? Ed sarebbe veramente tanto difficile pensare a pagamenti tramite Internet?
L'altro giorno avevo prenotato un posto su Intercity Plus Roma-Bari delle ore 8.52 con partenza Roma Termini e arrivo a Molfetta (BA). Arrivata in stazione con regolare anticipo, sui pannelli informativi non era indicato nessun binario. Alle ore 8.30 e' stato indicato il binario con un informazione aggiuntiva di ritardo di circa 10 minuti. Mi sistemo sul binario indicato in attesa di ulteriori informazioni e prendo atto che il treno e' del tipo anni '80 che si usava come Intercity ora diventato IntercityPlus.
Alle ore 9.00 dopo sollecitate richieste al personale di Trenitalia, mi viene comunicato che il treno e' arrivato in stazione ma non e' disponibile il locomotore. "Se il ciuccio non c'e' non si cammina". Testuali parole del personale. Arriva un primo locomotore che a detta del personale non e' funzionante. Si attende un nuovo locomotore. A richiesta di nuove informazioni al personale mi viene detto di parlare con il capotreno. Chiedo al capotreno informazioni che mi dice che non e' colpa sua. Gli dico che per me lui in quel momento rappresenta l'azienda fornitrice del servizio e quindi ho diritto di avere informazioni. La sua risposta e' stata: l'azienda e' rappresentata dall'amministratore delegato, senta lui.
Si attende per circa un'ora il nuovo locomotore, finalmente arriva. Attesa di altri dieci minuti, finalmente si parte. Sono le ore 10:07 Mi chiedo: Come e' mai possibile che un treno arrivi senza locomotore. Trenitalia non sa che i treni hanno bisogno di un locomotore per viaggiare? Com'e' possibile che arrivi un primo locomotore non funzionante? Com'e' possile che nella stazione di Roma Termini si debba attendere piu' di un'ora un secondo locomotore, non ci siamo mica fermati in una zona rurale? Nessuno tutela noi consumatori, dobbiamo solo subire? Magari anche in silenzio?
In data 22 giugno ho viaggiato sul treno r 1752 in partenza alle 16.19 dalla stazione di Riccione. Questo treno è segnalato come regionale, mentre la percorrenza è interregionale. La differenza è sostanziale considerando che non è dotato, fra le altre carenze, di sistemi di raffreddamento che rendono il viaggio insostenibile nei mesi estivi specie sulla lunga percorrenza. Osservo che per qualsiasi luogo pubblico (dagli stadi, alle discoteche, ai bar, ecc.) si applicano norme di sicurezza pubblica, e mi chiedo come mai questo tipo di controllo non venga effettuato sui treni.
Dopo avere scritto diverse volte delle colpe dei cittadini campani nel disastro spazzatura, vorrei una volta scrivere delle loro ragioni. Qualche giorno fa a Savignano Irpino si è finalmente aperta la discarica che dovrebbe dare un po' di sollievo in questo tragico momento. Nemmeno il tempo di aprirla, e già camion contenenti rifiuti speciali e radioattivi erano pronti a sversarvi il loro contenuto in barba a tutte le norme. Alcuni sono stati intercettati e bloccati dall'esercito, mi auguro che non ce ne fossero altri che invece si sono liberati del loro pericoloso carico senza che nessuno se ne accorgesse. Questo fatto comunque spiega il perchè la popolazione è tanto ostile alle discariche e ai termovalorizzatori: è abituata da tempo a gente che fa il comodo suo senza guardare in faccia nessuno, e che finora se l'è sempre cavata a buon mercato, e non crede più alle rassicurazioni dello Stato in tema di discariche sicure. Mi auguro che lo Stato riacquisti un po' di credibilità e autorevolezza agli occhi dei campani non solo mettendo in galera i manifestanti che protestano contro le discariche, ma anche tutti coloro che pensano di farla franca anche stavolta. Le punizioni esemplari vanno fatte per tutti, non solo per i pesci piccoli facili da prendere.
In un paese di 600 anime, Balestrino in provincia di Savona, ho rilevato un piccolo albergo con ristorante dal primo gennaio. A tutt'oggi il Comune non mi ha ancora dato il subentro della licenza. Ecco la loro risposta: non sappiamo come si fa. A febbraio avevo chiesto dei permessi alla provincia per mettere una piccola piscina prefabbricata interrata nel giardino dell'albergo. Ora mi è stato detto che ci vorranno ancora almeno 60 giorni. Alla faccia dello sviluppo del turismo!
Sono tornato a Milano dopo un breve periodo di lavoro a Monaco di Baviera, dove mi sono trovato meglio rispetto all'Italia. Colleghi cortesissimi, metropolitane a gogò per raggiungere quasi ogni quartiere della città, assenza di questuanti e suonatori vari sui mezzi pubblici. Nessun extracomunitario mi ha avvicinato per vendermi braccialetti o libri o quant'altro. Ho provato il piacere di passeggiare fino a tardi per le vie del centro e potersi sedere gratuitamente sulle sedie che il Comune ha messo a disposizione di chiunque voglia riposarsi e scambiare quattro chiacchiere senza dover obbligatoriamente entrare in una birreria o altro locale, peraltro aperti fino a tarda notte. Insomma un altro mondo. Mi chiedo, ma perché una simile situazione non è possibile anche da noi? Che cosa c'è che non va nel nostro Paese?
A proposito di quanto combinato da alcuni adolescenti di Torino, mi domando: si provvederà a punirli? Si provvederà a punire questa violenza, questa presunzione, questa arroganza e prepotenza? Oppure i genitori (responsabili di tali comportamenti) e i soliti sociologi e psicologi si preoccuperanno di difendere questa «gioventù allo sbando»? Forse un po' di rigore riporterebbe questi giovani sul binario, quantomeno, della buona educazione e del rispetto.
Il governo dovrebbe utilizzare l'esercito anche per costringere le altre regioni, specie quelle del Nord, ad accettare parte dei rifiuti della Campania! Il nostro suolo difficilmente potrà accettare nuove discariche perché avvelenato dallo sversamento di rifiuti anche tossici che per tanti anni le industrie di tutta Italia hanno spedito in Campania pagando a metà prezzo la camorra!
Come insegnante di un liceo del centro di Roma, provo amarezza per il modo incivile con cui gli studenti festeggiano la fine della scuola. Al suono della campanella, si rovesciano nelle strade e iniziano la selvaggia «danza delle uova», che si lanciano, inseguendosi per le strade incuranti del pericolo che rappresentano per sé e per gli altri. Le scuole non possono fare nulla, e se arrivano le forze dell'ordine, polizia e carabinieri diventano gli «infami» cui dare addosso. In tutto questo, mi chiedo, dove sono le famiglie? Qui non si parla dei giovani delle borgate, ma dei figli della borghesia, quelli a cui i padri hanno insegnato, il più delle volte, solo i diritti. Questi genitori si alterano se un docente esercita un'azione educativa a tutto tondo. Senza il sostegno della società civile, senza il contributo delle famiglie, trasformare i giovani in cittadini è impresa davvero ardua.
Resto un po' basito di fronte all'egemonia di italianissimi nasi storti di fronte agli immigrati, soprattutto quando si parla di romeni. Constato un degrado latente e bigotto di una società italiana quanto mai confusa, e le racconto un aneddoto parzialmente innocuo che mi riguarda personalmente: sabato notte ero in giro nella mia città con tre amici, e dopo una serata come tante in un localino sulle rive dell'Arno, tornavamo a passo lento verso la macchina. Sul muro di una casa c'era la scritta "Firenze è ancora una città antifascista", e subito uno dei miei amici ha affermato "E' proprio vero, e meno male". Il mio sarcastico commento è stato "Ma davvero, ne sei sicuro?", lasciando di stucco il mio interlocutore, e di lì con un paio di vaffa... ci siamo chiariti. In silenzio nella mia testa mentre tornavamo a casa ho pensato immediatamente ai venditori di rose ambulanti che incrociamo per la strada durante le nostre notti brave e scanzonate. Personalmente mi danno fastidio e cerco di solito di mandarli via con un "No grazie" il più garbato possibile. Spesso e volentieri però alcune persone che conosco sbottano, offendono, e credono per questo di essere "ganzi". E' una mancanza di rispetto e di coscienza civica. Una delle fondamenta del pensiero fascista è il sentimento antisemita e razzista che si instaura facilmente nei giovani d'oggi, anche quelli più insospettabili. Però Firenze è ancora antifascista. Forse.
Ancora una volta a Napoli e dintorni siamo assediati dalla spazzatura, in ansiosa attesa dell'intervento del presidente del consiglio. Purtroppo la nostra terra, che potrebbe essere uno dei posti più belli del mondo, continua ad essere flagellata da tanti mali. Credo che la principale responsabilità sia NOSTRA: approfittando dell'emergenza si buttano mobili e grossi elettrodomestici per strada, tanto che cambia? Suggerirei ai giornalisti un esperimento: svuotare un paio di cassonetti e misurare la frazione di rifiuti differenziabili che trovano. Ma differenziare è faticoso per noi, e più facile dire: tanto poi mettono tutto assieme, o la colpa è dei politici, della camorra, degli altri. Sono napoletano di prima generazione, amo la mia città e mi dispiacerebbe lasciarla, ma non vedo segni di speranza.
Ma e'tanto difficile legalizzare una città come Napoli? C'è riuscito il Sindaco di Salerno, città che ora e'un amore.. e Napoli? Napoli vive in uno stato di degrado urbanistico/sociale Pauroso!Sembra Beirut!Bassolino ha stanziato 50 milioni di euro per la restaurazione del teatro S. Carlo e fuori? Palazzi dove i cornicioni si staccano a pezzi, strade che cedono sotto la pioggia e una marea di ragazzi che infrangono le regole piu semplici senza che nessuno gli dica nulla! Io mi auguro e spero che qualcuno si renda conto dello stato in cui vive la città di Napoli(non una città qualsiasi, ma Napoli), che qualcuno faccia qualcosa, che si vada subito alle elezioni e che qualcuno vegli sull'operato presente/futuro del Comune e della Regione! Se una cosa del genere fosse accaduta a Milano, Roma o in qualche posto dove risiede qualche politico importante, si sarebbe subito gridato allo scandalo.. ma siccome succede a Napoli.. tutto e'normale. Vogliamo qualcosa di nuovo! Non Ci sono solo camorristi! C'è il 70% della popolazione che e'stanca di subire e di dover accettare l'inaccettabile! Mandare L'Esercito a Napoli e creare un mega sistema di videosorvegliaza per la citta'sarebbe l'inizio per dare sicurezza alla popolazione, controlli a tappeto per eliminare il cancro della camorra, gare di appalto in sedi europee per la Campania, e un assessorato non corrotto e fannullone!!Pugno Duro e Fermezza!!Solo cosi'si puo'ripristinare l'ordine pubblico a Napoli!
Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha finalmente detto una cosa che è semplicemente equa: chi non lavora, ovvero chi percepisce uno stipendio senza fare nulla, deve essere licenziato. Ingiusto è, casomai, lo stato attuale delle cose secondo cui nel mondo del lavoro privato chi non lavora viene giustamente estromesso, mentre nel mondo del lavoro pubblico ingiustamente mantiene il posto e percepisce lo stipendio.
Nessuno si domanda perché un numero sempre maggiore di italiani non ritiene di vivere più in uno dei Paesi più belli del mondo? Forse a migliorare le cose non serve solo Mister prezzi o un governo ombra. Al normale contribuente basterebbe forse sapere che gli assassini o i ladri paghino dazio per le loro colpe fino in fondo, al pari di chi passa con un giallo al semaforo o parcheggia in sosta vietata. Persone che fanno fatica ad arrivare a fine mese, per i quali la giustizia non fa certo sconti per le loro piccole infrazioni ma applica invece il massimo della pena, iniziano a non avere più rispetto per le istituzioni.