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Lo scambio di idee che si è acceso sul mio modesto primo giorno di diario è per me molto eccitante

Lo scambio di idee che si è acceso sul mio modesto primo giorno di diario è per me molto eccitante. Si vede che è un nervo scoperto della società. Io però non aspiro a tanto. Mi rendo conto che ci sono molte donne che soffrono per quel che fanno, alcune perché proprio non gli va, altre per mano degli uomini che le sfruttano, le umiliano, a volte anche con conseguenze estreme. Ma per quanto mi riguarda, grazie alla riservatezza che consentono quei moderni strumenti di lavoro che dicevo ieri, internet e il portatile, la vita è molto più semplice e meno pericolosa. Ora più che mai, da quando ho chiuso le finestre al mondo e limito i miei contatti ai fidanzati del blog. Certo non è sempre stato così, negli anni scorsi, quando, accettando inviti che la prima volta erano necessariamente da sconosciuti, qualche rischio l’ho corso anch’io. Andavo all’appuntamento. La voce ti era parsa normale e avevi detto ok. Ma non sapevi chi ti saresti trovata davanti. Un po’ di adrenalina scorreva e in fondo anche questo faceva parte del divertimento. Così come era (ed è ancora) divertente scoprire come dietro la maschera di ogni uomo ci fosse quell’eterno bambino, disperatamente orfano della mamma, vulnerabile e anche un po’ coglione, che è il tratto caratteristico di ogni maschio italiano. Ecco, in fondo, se devo dire, al di là del guadagno che certo non è trascurabile (e, come ha notato Aldo, esentasse), è proprio questo l’aspetto più divertente e eccitante  di quel che faccio: togliere la maschera agli uomini, duri, machi, cattivi, importanti, anche ministri e preti, e vederli nella luce in cui in fondo solo la loro mamma può vederli: come degli eterni bambini. Certo si tratta di bambini che possono diventare pericolosi nei loro giochi da grandi, ad esempio quando fanno la guerra, o semplicemente fanno a botte, o incrociano le corna come gli altri e i caproni per conquistare una donna. E lì bisogna starci un po’ attenti. Ieri sera ero al ristorante giapponese con un mio fidanzato genere “ignaro” e eravamo seduti al bancone, che è anche divertente. Entrano quattro tipi, uomini, gente chiaramente con soldi, di che tipo non saprei. Peso medio 110 chili,età intorno ai 40, capelli pochi e a zero, aria truce e trucida in volto. Il capo era un certo Paolo, trattato con rispetto dal “maitre”, una specie di Bruce Willis obeso, occhio celestino un po’ acquoso, di tutti quello con l’aria più mite. Gli alti del genere che è meglio non guardarli in faccia, perché al terzo sguardo se sei donna ti rimorchiano e se sei uomo ti menano.  Mia prima reazione guardar bene se li avessi mai visti, per evitare saluti e poi spiegazioni imbarazzanti. L’uomo quando è con altra donna non è pericoloso e, anche se l’hai visto un’ora prima, si gira di là. Ma quando è solo o con amici può fare danni. Mia seconda reazione è stata dire al mio “ignaro”: non li guardare fissi in faccia sennò cerchi guai. Mia terza reazione un pensiero tutto dentro di me: cercare di immaginarli senza vestiti, nei loro comportamenti più intimi e indifesi. E a questo punto mi sono sentita una leonessa.

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La Santanché arriva seconda

È con estremo stupore che accogliamo la notizia che l’(ex) Onorevole Santanché ha presentato il 28 maggio 2008 il quesito referendario per l’abrogazione di alcuni articoli della legge Merlin.

E questo per diversi motivi.

Curioso è che mediaticamente tale quesito referendario venga sbandierato come “Abolizione della Legge Merlin” e non nella sua parzialità (pindarico escamotage per evitare nuovamente il confronto con i reali depositari del referendum?).

Altrettanto curioso che a fronte della richiesta dell’abrogazione di una legge o parte di essa non si proponga una proposta di legge di iniziativa popolare che regoli l’esercizio della prostituzione al fine di non lasciare “buchi” legislativi, o ancor peggio, getti in una anarchia ancor più pericolosa di quella attuale la regolamentazione della prostituzione in Italia.

Forse la Santanché non si ricorda che sui banchi della camera o del senato non c’è nessun esponente del suo partito?

E le leggi che dovranno essere emanate a sostituzione o integrazione, una volta “sfrondata” la Merlin, da chi verranno proposte, da chi verranno discusse, da chi verranno votate?

Tali temi sono delicati perché riguardano in prima persona la dignità umana, dignità che poco a che vedere con il tentativo di riaccendere i riflettori su se stessi una volta che si sono spenti quelli della Camera e del Senato.

Già prima delle elezioni siamo stati costretti, tramite comunicato stampa, a rilasciare una secca smentita a seguito di insistenti notizie e affermazioni riguardanti esponenti politici (dal medesimo schieramento della Santanché) che dichiaravano come proprio il quesito referendario depositato da Italia Nuova.

Costretti alla smentita non da motivazioni politiche o di interesse ma da ragione legate al tranquillizzare tutti coloro che, da semplici cittadini, ci hanno dato e continuano a darci il loro supporto.

E anche per questo non abbiamo accettato nessun coinvolgimento “ante” elezioni… le battaglie sociali si combattono apartiticamente e non con accordi elettorali o di interesse.

In mezzo a tanta populistica tristezza siamo lieti che una voce “che conta” si sia levata, non solo da un esponente politico, ma da un membro della maggioranza.

Il Senatore Gramazio (PDL) ci ha personalmente contattati per esprimere solidarietà al movimento Italia Nuova. A tale proposito ha rilasciato una dichiarazione che siamo lieti di riportare:

“Ancora una volta la Santanché sponsorizza solo temi di carattere sociali con l’unico scopo di sponsorizzare se stessa e il suo partito.

Che Italia Nuova sia la prima e unica promotrice del quesito referendario per l’abrogazione totale della legge Merlin è cosa saputa e consolidata da tempo.

Così come sia l’unica che abbia presentato la proposta di legge di iniziativa popolare alfine di regolamentare la prostituzione in Italia.

Proprio per questo desidero esprimere, non solo la mia personale solidarietà a tutti voi ma anche il mio impegno a promuovere in prima persona una serie di tavole rotonde con gli esponenti e i sostenitori di Italia Nuova atte a sostenere la vostra iniziativa”.

Chiudiamo ricordando che il tema della prostituzione riguarda la dignità umana. Dignità che deve essere per prima cosa difesa e salvaguardata e non sfruttata per pubblicizzare se stessi.

Non basta cancellare due o tre articoli di una legge per restituire la sicurezza ai cittadini, non basta sbianchettare qualche riga per garantire uno stato civile a chi per troppo tempo è rimasto nell'oblio, non basta rilasciare interviste per restituire quell'appartenenza alla nostra società di chi è rimasto invisibile ai nostri occhi.

(M.A.) Italia Nuova

www.italianuova.eu

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