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VELTRONI-BERLUSCONI: LEGGE ELETTORALE, INTESA E' POSSIBILE

Veltroni_berlusconi Il ghiaccio è rotto. Walter Veltroni e Silvio Berlusconi hanno intrapreso, con un'ora e mezzo di discussione su legge elettorale e riforme, ovvero sulle «regole del gioco», il dialogo per dare un volto nuovo alla politica del Paese. Di «intesa possibile» ha parlato Silvio Berlusconi; e Veltroni gli ha fatto eco usando più volte il termine «convergenze rilevanti», confortato soprattutto dal fatto che il Cavaliere non abbia posta «alcuna pregiudiziale» sul voto e sulla caduta del governo Prodi. «Per garantire democrazia e il bipolarismo è indispensabile che ci siano due grandi partiti alternativi tra loro. Siamo disponibili al confronto su una nuova legge elettorale. Ma la nostra posizione politica non cambia ed è che si torni al più presto al voto perché lo chiedono i cittadini e la situazione del Paese». Così il leader di Forza Italia ha commentato l’incontro avuto nel pomeriggio con il capo del Pd, Walter Veltroni. I due leader si sono confrontati circa un’ora e mezza in una saletta di Montecitorio, affiancati dai rispettivi bracci destri, Gianni Letta e Dario Franceschini. Berlusconi ha riferito di aver parlato a Veltroni delle proprie preoccupazioni per la crisi in cui versa il governo Prodi, che inducono il suo schieramento a sostenere la posizione del ritorno immediato alle urne. Fatta salva, ovviamente, la modifica del sistema elettorale. Non è invece disponibile, Berlusconi, ad estendere questa apertura anche alle riforme istituzionali, perché non ce ne sono i tempi tecnici («mentre sui contenuti saremmo favorevoli, visto che si torna a parlare delle stesse proposte che erano contenute anche nella nostra riforma della Costituzione») e perché l'allungamento dei tempi significherebbe allungare anche la sopravvivenza dell'attuale esecutivo. «La data delle elezioni non è pregiudiziale - ha però precisato il leader forzista - Non abbiamo fissato alcuna data. Lo scioglimento delle Camere spetta al capo dello Stato». Per quanto riguarda nel nuove norme per l'elezione di deputati e senatori, Berlusconi ha fatto sapere di essere pronto anche a studiare il cosiddetto Vassallum, il sistema elaborato dai costituzionalisti Vassalli e Ceccanti (un proporzionale con sbarramento che mette insieme i sistemi tedesco e spagnolo), in testa nei gradimenti del Pd. «Abbiamo cercato di essere pragmatici e di confrontarci sul modello proposto da Veltroni - ha detto il Cavaliere - che presenta punti di convergenza e altri di divergenza ma a mio avviso risolvibili». I toni usati da Berlusconi nel corso della conferenza stampa sono stati accomodanti nei confronti di Veltroni, verso il quale il Cavaliere ha ribadito stima. «Mi auguro che il clima del colloquio di oggi - ha aggiunto - dia la possibilità di un confronto normale, e uso un vocabolo caro a qualcuno, come è giusto che sia tra forze protagoniste che si rispettino». Ma il confronto non sarà limitato solo a Forza Italia (o al nascente Partito della libertà) e Partito democratico. Sulla legge elettorale, che è legge che fissa le regole, ha detto Berlusconi, «credo si debba cercare di ottenere il più vasto consenso». A giudizio del Cavaliere, sulla legge elettorale «non debbono essere solo i due più grandi partiti ad essere d'accordo». Il nuovo clima di confronto tra i due principali partiti non deve però far ipotizzare un'intesa politica per un possible governo istituzionale. «Non si è parlato di grosse koalition nel modo più assoluto - ha detto Berlusconi -. E preciso che anche in passato non ho mai parlato di governo di coalizione, se non quando mi hanno chiesto cosa avrei fatto in caso di una nostra vittoria risicata dopo il voto e io ho detto, come avevo già fatto dopo le elezioni del 2006, che avrei scelto di condividere le responsabilità di governo con l'altra parte».

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