Ho conservato il Corriere della sera del 20 giugno. Parla di Roma. Dice: record di case sfitte, un mercato ormai insostenibile per le famiglie. Il sindaco: da oggi tolleranza zero per chi occupa gli alloggi senza diritto. Il giornale parlava di emergenza abitativa. Chi ne ha più sentito parlare? Siamo andati tutti in vacanza e la demagogia anche.
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A noi piace molto piangerci addosso. Noi in genere e noi italiani in particolare. Ci piace dire che siamo ladri fannulloni corrotti. E in parte questo è anche vero. Non vale certo per tutti, anche perché se non c’è l’occasione che fa l’uomo ladro, siamo forzati all’onestà. Di una cosa però dobbiamo essere consapevoli e di questo pensiero vorrei fare partecipi anche voi. Che negli altri paesi non sono meglio. E’ chiaro che giornali, radio e tv parlano soprattutto dell’Italia e dei suoi mali, che a noi se in Buthan non hanno l’acqua calda e il gabinetto in casa poco ci importa. Però se il confronto lo facciamo con paesi che di solito portiamo ad esempio di onestà privata e pubblica (chissà perché mai quei pazzi si ostinano a tenere in piedi le carceri), il discorso assume contorni diversi. Prendiamo la Gran Bretagna, dove l’ex da poco primo ministro Blair è stato tra le altre cose travolto dallo scandalo di nominare lord gente che aveva il solo merito di avere contribuito generosamente alle casse del suo partito. Prendiamo gli Stati Uniti, dove, si legge sui loro giornali (ai nostri queste cose non interessano), l’Fbi sta indagando su un giro di mazzette legato a forniture di armi, rifornimenti, materiale bellico del valore di miliardi di dollari. Non si specifica il valore delle tangenti ma il 5% di dieci miliardi fa mezzo miliardo di dollari: poi, forse per evitare di toccare gente altolocata o forse per evitare iniziative tanto clamorose quanto destinate a finire in una bolla di sapone, gli investigatori dicono anche che non sembrano esserci rilevanze penali. Considerazioni comparative: un mezzo miliardo di dollari è una cifra da capogiro ma meno comunque del giro di tangenti per l’affare Enimont. Qui ci sono stati arresti, suicidi e poi ben pochi, superato l’éclat emozionale, hanno poi pagato.
D’altra parte questo nostro è un paese strano, che si considera uno dei peggiori al mondo, ma che poi, forse proprio per questo, è incapace di vera indignazione. Pensate al neo eletto presidente francese, crocifisso per una breve vacanza sullo yacht di un riccone; pensate ad uno dei più importanti ministri italiani, ospite sul panfilo di un miliardario nostrano, e al fatto che su questa davvero imbarazzante situazione nessuno abbia trovato alcunché da ridire.
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Ancora parliamo d’America. Governatore dello stato di New York è un certo Eliot Spitzer, figlio di uno speculatore immobiliare (ma le colpe dei padri non devono ricadere sui figli: pensate a Rudolph Giuliani, campione dell’ordine e della legalità, il cui padre dicono facesse l’esattore con tanto di mazza da baseball di supporto per conto degli usurai di Brooklin). Spitzer si è affermato, nel partito democratico e nell’opinione pubblica, come procuratore generale a New York facendo guerra alle banche e costringendo alcuni potentissimi fondi a pagare miliardi, di dollari, di multe e risarcimenti. Lo ha fatto con freddezza, determinazione e quel tanto di cattiveria che quando ci vuole ci vuole e che gli si legge bene in faccia e negli occhi al solo guardarne una fotografia.
Passo successivo è stata l’elezione a governatore. Anche lì si è mosso con durezza e spietatezza, licenziando un funzionario pubblico reo di avere usato auto di stato e autista poliziotto per far portare la moglie malata di cancro su e giù per ospedali (in Italia questo genererebbe una gigantesca retata e dovrebbero usare i campi di calcio per carcere come fece Pinochet). Poi ha mirato a una preda più grossa, il capo dell’opposizione. Costui, di nome Joseph Bruno, si è fatto beccare che aveva usato, per andare da Albany, capitale dello stato, a Manhattan (come se Torino fosse rimasta capitale e lui si fosse recato a Milano) un elicottero dello stato, spostandosi per l’eliporto e i città, con auto pubbliche guidate da poliziotti. Dove sarebbe la colpa? Nel fatto che il viaggio era motivato principalmente dalla partecipazione a incontri per raccogliere fondi per il partito e che gli affari di stato gli avevano preso si e no un quarto d’ora tra l’arrivo in elicottero e la partenza in macchina per il centro di Manhattan.
Ma lo scoop, raccolto infatti da un giornale locale, è diventato un boomerang che ha trascinato Spitzer in una vicenda piuttosto imbarazzante e tutt’altro che conclusa. Cosa è successo per capovolgere la situazione ai danni del governatore e trasformare Bruno in un trionfatore? Alcune cose. La prima è che si è scoperto cha al giornale la notizia era stata data proprio dal capoufficio stampa di Spitzer; la seconda che le notizie le aveva raccolte, su istigazione di un altro suo collaboratore, la polizia violando quindi un bel po’ di norme (da noi si parlerebbe di uso deviato?; la terza che la legge dello stato consente proprio quel che Bruno ha fatto. Quindi nulla di illegale nel suo comportamento, molto di illecito nella costruzione di un’accusa senza fondamento al solo scopo di far sì che i giornali parlassero male di lui.
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Intanto, mentre noi ci divertiamo con queste amenità, i cinesi giocano su tutti i tavoli. Ed è proprio il caso di dirlo. A Macao, dove il gioco d’azzardo, al contrario del resto della Cina, il gioco d’azzardo è lecito, stanno facendo investimenti per miliardi di dollari un po’ tutte le grandi catene alberghiere e i grandi proprietari di casinò americani. Il mercato è immenso perché i cinesi che sono più di un miliardo, sono i più accaniti giocatore al mondo e dicono tutti che Macao si prepara a superare Las Vegas alla grande.
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