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Con il 69% di presenze sul totale delle assemblee, gli europarlamentari italiani si sono posizionati all’ultimo posto nella graduatoria che indica il grado di partecipazione al Parlamento europeo. Visto che tali assenze si replicano anche nel Parlamento nazionale, perché non prevedere una norma che impedisca la ricandidatura di quei politici che hanno più del 5% di assenze? Se devono svolgere altre attività, è giusto che le svolgano senza doversi «sdoppiare» tra un’attività politica lautamente retribuita e una professionale.

Il Parlamento europeo è importante ed è importante che deputati italiani siano presenti nei gruppi che più influiscono sulla sua attività. Però, se la sinistra radicale non raggiungerà il 4%, se il Pd resterà fuori sia dal Pse che dal gruppo liberale, solo il Ppe vedrà rappresentanti italiani nelle sue file. Un po’ troppo poco, non vi sembra?


Vivo in Brasile da tredici anni. Ho seguito l'elezione del presidente-operaio con molta emozione sperando che Lula potesse realmente fare qualcosa per diminuire il grande problema «sociale» del Brasile. Lo so che due mandati presidenziali non sono sufficienti, ma poteva almeno iniziare a fare qualche riforma importante. Disillusione. E in più in questi ultimi giorni la notizia che Cesare Battisti è «un perseguitato politico». Che abbia ucciso per motivi «politici» può anche essere vero, ma ha ucciso. Non so se sai che nel 2007 due pugili cubani, in occasione dei Giochi panamericani a Rio chiesero asilo politico, che gli fu prontamente negato, non avevano ucciso. Mi sembra una totale mancanza di rispetto alla democrazia italiana

Sono una cittadino italiano residente negli USA da circa 10 anni e ogni tanto mi piace mandare qualche pacco ai miei familiari in Italia. Accade, pero', che i pacchi spariscono lungo la strada. Infatti, degli ultimi tre che ho spedito ne e' arrivato solo uno e al riguardo ho formulato una teoria. I primi due erano per posta normale, l'ultimo per posta prioritaria e assicurato. Come mai i primi due non sono arrivati e l'ultimo si'?

Per me la risposta e' semplice: i primi due non erano rintracciabili e quindi facile preda dei soliti furbi, vuoi alla dogana o alle poste. Quanto all'ultimo, poiche' tardava, ho inoltrato reclamo qui alla posta locale, la quale ha iniziato un'indagine. E, come per miracolo, dopo quattro giorni il pacco e' apparso dal nulla ed e' stato consegnato al destinatario. E' la mia una malignita'? Forse, ma non credo. Cosi' io, che mi sforzo di convincere i miei amici americani che l'Italia e' cambiata, che i servizi funzionano ecc. mi vedo poi smentito dai fatti per opera dei miei connazionali. Qui in America la sparizione o l'apertura di una semplice lettera e' un reato punito col licenziamento in tronco, il bando perpetuo dai servizi pubblici e la prigione. In Italia so di impiegati pescati con le mani nel sacco e che dopo una settimana erano di nuovo al loro posto di lavoro. Si puo' fare qualcosa o dobbiamo proprio rassegnarci?

Spesso mi sono chiesto come mai negli Usa il Partito Repubblicano non abbia candidato alla presidenza un personaggio come Condoleezza Rice. Giovane donna di colore, la Rice per le sue caratteristiche sarebbe stata l'unica a poter contrastare la dirompenza dell'effetto Obama. Perché quella che poteva sembrare una candidata naturale non è stata nemmeno mai in corsa per la Casa Bianca?

Benedetto XVI non poteva non condannare la guerra in Medio Oriente in virtù della civiltà dell'amore per cui combatte. Però il Santo Padre deve predicare anche il diritto di ogni uomo, e a maggior ragione di ogni popolo, alla propria sopravvivenza. Come la mettiamo quando le due ragioni vengono in conflitto? Secondo me, prima di tutto è giusto difendersi per non soccombere.

Il governatore dello Stato americano del New Messico, a pochi giorni dal suo insediamento ufficiale nel nuovo governo americano come segretario al Commercio, ha ritirato la candidatura perché la sua amministrazione è coinvolta in una inchiesta giudiziaria. È un esempio (uno dei tanti) di correttezza morale che non fa male ricordare a tutta la nostra classe politica.

Spero che le ultime stragi in India spingano le autorità internazionali a iniziare finalmente una vera ed efficace lotta al terrorismo islamico soprattutto su tre linee d’azione: la scuola, per togliere agli estremisti il monopolio sull’educazione che hanno in alcune aree; la lotta ai traffici che finanziano il terrorismo e infine, senza ipocrisie, le protezioni politiche. Secondo me, infatti, nuove operazioni militari possono avere solo occasionalmente un’utilità marginale.

Obama ha promesso di creare 2 milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro. Non ricorda forse qualcuno delle nostre parti, anche se meno «abbronzato» e meno giovane, che ne aveva promesso un milione?


Ho sentito in tv alcuni spezzoni dei discorsi che Barack Obama ha fatto nei suoi giri di propaganda elettorale. Personalmente sono allibito ascoltando le promesse che ha fatto: 5 milioni di posti di lavoro, assicurazione sanitaria gratuita per i 45 milioni di americani che attualmente ne sono privi, aumento degli stanziamenti all'istruzione con assunzione di migliaia di insegnanti e quindi quasi la laurea per tutti, aiuti a coloro che non possono pagare il mutuo, ecc. È chiaro che nell'attuale situazione economica tutto questo è irrealizzabile, perché non si tratta di aspettative, come ha scritto Massimo Gaggi, ma di vere e proprie promesse. Se un politico italiano si fosse permesso di fare simili promesse sarebbe stato immediatamente squalificato. Invece sia sulla stampa Usa che su quella italiana nessuno ha messo in forse queste promesse. Obama ha promesso di far pagare più tasse ai ricchi. Non è certo tassando un po' di più i ricchi americani che troverà le risorse per il mega programma che ha promesso. E allora? Fra quattro anni che cosa racconterà a coloro che l'hanno votato?

Il mondo, tutto il mondo, non è più lo stesso. Quello che è accaduto con le elezioni americane dovrebbe portare cambiamenti positivi globalizzati: utilizzo volontariamente un termine recentemente demonizzato. Provo una sana e positiva invidia verso quel Paese! Sono un italiano orgoglioso di esserlo, ma sono anche invidioso verso quelle nazioni che hanno il coraggio di cambiare.

Vorrei una spiegazione dettagliata sulle esplosioni di gioia e giubilo per l'avvenuta elezione di Obama. Per me i bianchi sono felici, perché con l'elezione di un nero si sono puliti la «fedina morale» sporcata da accuse di persecuzione e di schiavismo nei confronti della gente di colore. Per i neri, è un simbolo massimo di riscatto dalle prevaricazioni che pensano di subire dai bianchi e dal loro establishment, dimenticando il profondo razzismo verso di noi che li caratterizza da sempre. Perchéè dobbiamo gioire per l'elezione di Obama? E' nero, è giovane, è carismatico e poi?

Ho appena finito di leggere una eccellente e recente biografia di Franklin Delano Roosevelt di Jean Edward Smith. Smith scrive che tre presidenti hanno dominato la storia americana: George Washington, che fondò la repubblica, Abraham Lincoln che ne mantenne l'integrità, e Franklin Delano Roosevelt che la salvò da un collasso economico e la condusse alla vittoria della guerra più disastrosa di tutti i tempi. Sul frontespizio del libro Smith scrive: «Si alzò dalla sua sedia a rotelle, per innalzare un Paese che era in ginocchio». Ora che Obama ha vinto le elezioni, sono in molti a chiedersi che tipo di presidente sarà, al di la' delle sue promesse messianiche. Riuscirà a far uscire gli Stati Uniti e il resto del mondo da questo caos finanziario? Riuscirà a darci la speranza che è possibile creare e vivere in un mondo migliore per tutti e non solo per una minoranza?

Londra, capitale mondiale della finanza, avverte gli effetti della recessione che sta colpendo l'Inghilterra; per rilanciare i consumi delle famiglie i commercianti hanno pensato di anticipare i saldi con taglio dei prezzi che vanno dal 20% al 50%. Visto che il nostro Paese è coinvolto nello stesso problema recessivo vedrei una iniziativa interessante l'anticipo dei saldi su scala nazionale anche da parte dei commercianti nostrani. Forse non è pretendere troppo in un momento come questo.

Il Barolo è un vino buonissimo. E' anche abbastanza caro. Ma da un paio di anni si trovano negli hard discount belgi bottiglie vendute a poco più di dieci euro. E' Barolo? O è un parente del Barolo (come accaduto con il Brunello "tagliato")? Perché viene imbottigliato ad Asti quando costa poco? Tante domande che il consumatore belga non si fa. Compra, e magari poi giudica male un vino che dappertutto è famoso per la sua bontà e per il suo prezzo. Perché in questo caso come in altri non c'è qualcuno in Italia che vigila sull'esportazione di prodotti che possono avere effetti destabilizzanti per il buon nome del made in Italy? Ci diamo la zappa sui piedi da soli. E intanto le bollicine spagnole, al solito a buon mercato, conquistano pian piano spazio...

Krudelia mi sembra un nome davvero indicato per una che spara alle alci e non so che altro, che solo dopo dieci giorni di nomina fresca da vice ha detto che ci voleva una guerra contro la Russia. Praticamente, dove non è riuscita la guerra fredda ci prova questa specie di Rambo con i tacchi. Insomma, fossi in America correrei a votare Obama anche se non sono di sinistra. Però sono sicura che non sarà una passeggiata, questo Obama è davvero senza esperienza. Fondamentalmente è il male minore.

Ricordiamo tutti le polemiche sui diritti umani che hanno investito le Olimpiadi di Pechino neanche tre mesi fa. Ora il Tibet pare ignorato. A Shanghai si corre il Gran premio di Formula 1 e nessuno ha voluto utilizzare l'evento per portare all'attenzione dei telespettatori la questione dei diritti negati in Cina. Si preferisce non considerare il problema; tutti quanti, piloti, scuderie, sponsor e sulle tribune nessuno striscione «free Tibet», non solo nel circuito di Shanghai ma anche negli altri.

Nel 1999 tredici su quindici Paesi dell'Ue erano governati da partiti e coalizioni di sinistra. Dopo dieci anni la situazione si è rovesciata ed oggi solo in Spagna il centrodestra non è al governo, oltre all'inversione di tendenza registrata in Slovenia dopo le ultime elezioni. Una spiegazione potrebbe ravvisarsi nell'evoluzione del sistema produttivo, con la conseguente modifica della stratificazione sociale e relativa riduzione e frammentazione della classe operaia, in cui i partiti di sinistra da sempre hanno trovato ampi consensi. Visto l'attuale contesto sociale in Europa, credo che per la sinistra si delinei un lungo periodo di eremitaggio.

Notizia inquietante: dalla propagazione alla contrazione della specie. Da una ricerca condotta in Spagna emerge che il 57,8% dei giovani possiedono spermatozoi di qualità inferiore a quella che l'organizzazione mondiale della sanità considera normale, e questo a causa dell'esposizione a fattori tossici e alla contaminazione industriale, con particolare riferimento all'inquinamento atmosferico, che incide negativamente sulla concentrazione del seme riproduttivo. Insomma, fertilità e quindi procreazione a rischio: il prezzo da pagare al cosiddetto progresso tecnologico, alla civiltà dei consumi e al sovrappopolamento del globo.

Mercoledì si è riunito il Senato americano, composto da 100 membri. Sempre mercoledì si è riunita la Camera italiana, e mancavano 90 membri....

Si parla tanto di «lodo» e similari, ma ancora nessuno ha mai pensato che per ridurre i tempi della giustizia dobbiamo operare come fanno i francesi e cioè istituire presso le varie Procure un ufficio ad hoc che esamina le pratiche prima di iscriverle nel registro delle cause. Se questo sistema fosse stato adottato anche in Italia, la causa in cui è rimasta coinvolta mia moglie, causa durata undici anni per sentire soltanto due testimoni (fra l'altro, il figlio e il genero di chi aveva attivato il tutto) senza che ci fosse agli atti uno straccio di documento, sarebbe stata rigettata immediatamente.

Nel giardino di casa, abito a Philadelphia, ho un bel po' di basilico e ho deciso di fare del pesto. Mia moglie, americana, ha chiesto ad una collega che andava al supermercato, rinomato per la grande scelta di prodotti importati e di qualità, di comprarle del parmigiano. Quando è arrivata a casa abbiamo aperto la busta e abbiamo trovato un bel pezzo di Parmesan Regianito, fatto in Argentina, di colorito giallastro che sa di formaggino salato. Mi piace molto il Gorgonzola e anche questo era un "blue cheese" fatto in New Jersey. Sono anni che vivo in America e sono abituato a queste fregature; a me non succede piu’ di comprare un prodotto italiano fatto all’estero; l’ultimo è stato il prosciutto Daniele (mi son accorto dopo che non c’era il "San" davanti). Nelle malls americane ci sono bancarelle che vendono occhiali di Prada e Armani a 15 dollari e orologi firmati a 10. Mi chiedevo se aprissi una bancherella accanto a queste e cominciassi a vendere software Microsoft fasullo, quanto ci metterebbero ad arrestarmi.

Dalla Cina arriva di tutto: capi d'abbigliamento e accessori contraffatti, giocattoli pericolosi, latte contaminato etc. Sarà anche una civiltà millenaria, ma mostra una sostanziale inciviltà. Per non parlare dei danni che le aziende cinesi presenti in Italia fanno alla concorrenza locale. Mi domando se la Cina sia davvero una risorsa per il nostro Paese, per l'Europa e il mondo.

Confesso una certa ammirazione condita da invidia per molti aspetti della struttura politica americana (snellezza delle procedure, numero dei partiti di peso e dei parlamentari, ecc.). Su di un punto non sono per nulla ammirato: la scelta della figura del vicepresidente, la persona che guiderebbe la principale potenza mondiale, in caso di impedimento di chi non solo è stato scelto ed eletto, ma che in ogni caso è noto e che certo una qualche esperienza e attrattiva deve pur averla! Il vicepresidente no, è scelto dal candidato più sulla base di quali vantaggi potrà portare in termini di voti, piuttosto che per le capacità e conoscenze che può vantare. Il garante è sempre chi potrebbe essere sostituito, ma se penso ad alcuni personaggi che hanno ricoperto la carica nell'arco degli ultimi decenni, mi vengono i brividi e prego per la salute del presidente americano.

Costo della guerra in Iraq finora (quella talmente "vinta" che i vincitori non possono neanche tornarsene a casa altrimenti si scopre la balla): 560 miliardi di dollari fuori bilancio della Difesa, secondo il Servizio di Contabilità del Congresso Usa. Potevano salvare tutte le banche americane o sfamare per vent'anni tutti gli abitanti della Terra, a scelta.

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